Il Santuario più antico della bergamasca “Apparizione dell’immagine della Madonna”

LA STORIA

Il Santuario più antico della bergamasca

“Apparizione dell’immagine della Madonna”

Piero Bonicelli

Sovere può vantare (ma chissà perché non lo fa) due primati: ha il più antico convento dei Cappuccini della Lombardia e il più antico santuario mariano della bergamasca. Sul convento, che sta ancora lì ma è al centro di polemiche sul suo attuale utilizzo, dopo che i Cappuccini lo hanno concesso in comodato d’uso a una cooperativa, stendiamo per ora un velo pietoso. Perché vogliamo raccontare del Santuario della Madonna della Torre. Le fonti: prima di tutto il libretto scritto da Padre Liberato Maria, Cappuccino da Sellere (1891-1962), pubblicato nell’Anno Mariano 1954 su input del prevosto Don Giovanni Valsecchi. Nella prefazione don Valsecchi fa riferimento a un “opuscolo del nostro amato Santuario stampato nel 1912” e andato esaurito. Poi “La Storia di Sovere” scritta (a mano) da Suor Giacinta Zanutti (a Sovere dal 1904 fino alla morte, nel 1937) cui è intitolata la Scuola Elementare dove, nell’atrio, c’è anche una sua immagine e ai bambini forse varrebbe la pena ricordare ogni tanto i meriti di questa suora che giustificano l’intitolazione. Poi “Santuari Mariani della Bergamasca” di Giambattista Busetti, un librone del 1984 (al Santuario soverese sono dedicate 5 pagine). E ancora e per ultimo il libretto scritto dal prevosto Don Fiorenzo Rossi nel 2009, oltre alla ricerca realizzata dall’Istituto comprensivo di Sovere (scuole Medie) con la tesina di Paola Tarzia nel 2014. E il “Numero Unico” pubblicato nel settembre 1919 in occasione dell’Incoronazione dell’immagine della Madonna della Torre.

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Che il Santuario soverese sia il più antico della bergamasca non c’è discussione. “Lo confermano due storici, il Fabi nella sua “Lombardia descritta” e il patrizio veneto Flaminio Cornaro (1693-1778) che ha dedicato la sua ricerca (“Nozioni storiche delle apparizioni e delle Immagini più celebri di Maria”) ai Santuari Mariani. Della Madonna della Torre scrive Mons. Giuseppe Ronchetti nelle sue “Memorie historiche” nel 1169, in cui racconta che Papa Alessandro III (Papa dal 1159 al 1181) aveva assegnato con tanto di “Bolla pontificia” al Vescovo di Bergamo Guala (Vescovo di Bergamo dal 1168 al 1186) “la chiesa di S. Maria in Torre posta sopra la villa di Sovere”, dietro impegno di combattere gli scismatici ma anche, così andavano le cose anche allora, “un censo nnuo di dodici denari”.

Già la struttura che conserva la traccia della Torre nell’abside, rimanda a tempi in cui il presidio del territorio era segnato da strutture di difesa e Sovere era alla confluenza di due valli, di lì dovevano passare gli eserciti e comunque tutte le fazioni in guerra. Padre Liberato cita le “incursioni dei Guelfi. Nel 1365 e nel 1393 Sovere fu rasa al suolo dai Guelfi. Nel 1405 il Malatesta fece sfollare il paese al completo e lo vendette metà a Castro e metà ad altri della Val Seriana. E la torre di Sovere era appunto un posto di blocco militare ghibellino contro i terribili Guelfi che tramavano continue insidie. Non dobbiamo dimenticare che a quel tempo Sovere era collegato con la Valle Seriana mediante una strada che passava proprio accanto al Santuario e che sboccava a Cerete Basso”.

Qui uno deve armarsi di buona volontà, andare a spulciare la storia anche solo su Wikipedia (una volta si sarebbe fatto ricorso ai… Bignami, che riassumevano in poche righe le pagine di storia che si dovevano studiare sui libri di scuola). Che Padre Liberato si schieri, nel suo resoconto, con i Ghibellini, storicamente antipapisti, è sorprendente fino a un certo punto, è soverese (di Sellere, confluita nel comune di Sovere nel 1927).

La posizione di Sovere, tra le valli Borlezza e Cavallina, alle porte d’ingresso della Valcamonica, ne hanno fatto terra di passaggio obbligato: “nel 464 passarono gli Alani guidati dal re Burgo, nel 538 da Belisario, rimase sotto il dominio Longobardo dal 568 al 779 fino all’arrivo dei Franchi guidati da Carlo Magno, nel 934 arrivarono gli Unghesi. La popolazione fu duramente provata dai continui saccheggi nel 538 e 680 e da pestilenze nel 628, 1088, 1423, 1528, 1630 e 1859. Sovere fu colpito da violente scosse di terremoto nel 801, 1172, 1222, 1224, 1397, 1570, 1571, 1660 e 1724”.

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Il Santuario soverese, secondo il citato Cornaro, rientra nell’elenco delle chiese “donate” da Carlo Magno alla diocesi di Bergamo. Il che farebbe risalire la presenza di un santuario “sull’ameno colle nel paese di Sovere, la quale dal luogo ricevette il nome di S. Maria della Torre”. Due strutture quindi distinte, la Torre come presidio militare e il santuario lì vicino che ne prende il nome. La discesa di Carlo Magno è datata 801. Da qui deriva una prima datazione della presenza di un santuario (che non è quello odierno, come vedremo) in un’epoca antichissima. Lo storico Donato Calvi (frate agostiniano 1613-1678) nelle sue “Effemeride sagro-profana” e “Effemeride Mariana” attribuisce addirittura proprio a Carlo Magno la costruzione del Santuario il che è perlomeno in contraddizione con il fatto che Carlo Magno abbia incluso nell’elenco delle chiese donate a Bergamo anche la Madonna della Torre, quindi già esistente prima del 801.

I documenti comunque concordano tutti sull’antichità e il primato assoluto perlomeno in provincia di Bergamo di questo santuario mariano. E di questo i soveresi devono andare orgogliosi (e magari farlo anche sapere, perché il santuario non è tra i più “famosi” della diocesi.

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La domanda ricorrente è: ma è apparsa la Madonna sul “colle ameno” sopra Sovere? “Bisogna affidarsi alla tradizione e perfino alla leggenda. E’ fama che nel luogo ove fu eretto il primo tempietto, in ogni modo, nello scurolo dov’è attualmente ‘il Sepolcro’ fosse avvenuta una miracolosa apparizione della Madonna. Si narra altresì che l’Effige portentosa sia stata rinvenuta nel letto del torrentello detto ‘Valle dei Frati’ che scende precipitoso tra Possimo e Cornalunga. E’ sul muro e presenta delle rotture, sullo sfondo vi sonjo delle parole illeggibili, incomplete. L’affresco è d’epoca e d’autore ignoto” (Suor Zanutti). “Per quale fatto prodigioso abbia avuto origine la Chiesa di S. Maria della Torre, non ci vien dato di sapere. In un vecchio documento che si conserva nell’archivio della Ven. Curia Vescovile di Bergamo è detto: ‘E’ tradizione in Sovere che all’erezione della primitiva cappella ossia tempietto abbia dato motivo una miracolosa apparizione dell’Immagine di Maria Vergine, precisamente nel luogo dove esiste la Chiesa attuale” (Numero Unico 1919). “intorno alla Madonna si Sovere abbiamo una duplice tradizione. La prima parla di un’apparizione di Maria SS.ma della quale si ignorano l’anno, il modo, le circostanze, le persone fortunate alle quali si è mostrata. Vicende lontane di tempi hanno fatto sparire documenti in proposito. Non però completamente, perché nell’archivio Vescovile di Bergamo esiste una relazione…” e viene citata la frase riportata sopra della “miracolosa apparizione”. (Padre Liberato).

Il cappuccino di Selle prosegue: “Badiamo che non si parla di un’apparizione personale della Vergine (…). Si parla dell’apparizione della sola Immagine della Vergine la quale non può essere improbabile. Né impossibile (…) nessuno potrà negare che la Madonna abbia potuto o voluto servirsi dell’apparizione della sua Immagine per essere meglio onorata nel santuario di Sovere”.

Il fatto è che le apparizioni che si celebrano e ricordano nei vari Santuari bergamaschi ma anche del mondo sono tutte datate dopo il 1300. La prima apparizione riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa è quella di Nostra Signora di Gaudalupe (Messico 1531). Tra quelle invece cui la Chiesa ha concesso il culto (ma non il riconoscimento ufficiale) ci sono, per stare in bergamasca, quelle della Madonna della Castagna a Bergamo (1310), del Monte Altino (1496), di Oneta (1512), di Rovetta (1533), di Colere (1654) di Casnigo (1550) e, in diocesi di Cremona, quella di Caravaggio (1432).

Questo per dire che “apparizioni” precedenti non sono state riconosciute o testimoniate. Quindi se a Sovere fosse davvero apparsa la Madonna, e facciamo riferimento all’anno 801 ma dando per scontato che fosse un santuario già esistente, il miracolo sarebbe comunque stato “archiviato” nella devozione e tradizione popolare, senza riconoscimenti ufficiali che non rientravano, non ancora, nella consuetudine ecclesiastica.

(1. continua)