IL CASO – VILLA D’OGNA Bruno Bosatelli e quei profughi a Magenta: nella cascina sono arrivati 17 bambini e 12 donne, tutti dall’Eritrea, in mezzo al nulla.

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{jcomments on} L’ex sindaco di Villa d’Ogna gestisce le relazioni con il pubblico per una società che si sta ‘aggiudicando’ i bandi-profughi in tutta la Lombardia Dov’eravamo rimasti? A un gruppo di profughi che era appena arrivato in una cascina a Magenta, comune periferia di Milano, non si sapeva però quanti si sarebbero fermati, da dove arrivavano e se la cosa avrebbe avuto un seguito. Era metà settembre. Siamo andati a vedere cosa è successo. 17 bambini e 12 donne. Tutte dall’Eritrea. Sono lì, nella casina Calderara a Magenta, ‘gestiti’ da Bruno Bosatelli, ex sindaco leghista di Villa d’Ogna, ex coordinatore della Lega della Val Seriana, ex sindaco più giovane d’Italia, ex imprenditore e molti altri ‘ex’ davanti al suo nome, finito nel ciclone di denunce e procedimenti penali per varie storie, una seguita anche dalla trasmissione delle Iene per una compravendita con assegni scoperti di un appartamento a Roma. Ne avevamo parlato a settembre raccontando che Bruno Bosatelli era uno dei factotum di una cooperativa che stava cercando di entrare nel business della gestione dei migranti, la richiesta era stata ufficialmente inoltrata alla Prefettura di Milano, la cooperativa a cui faceva capo, La Minerva srl, era piena di nomi perlomeno chiacchierati ma al lato pratico, la cooperativa si è aggiudicata l’appalto e ora i profughi sono arrivati e si trovano lì, in mezzo alla campagna piena di nebbia e vento gelido della bassa. E a gestirli ecco l’ex enfant prodige della Lega della Valle Seriana, Bruno Bosatelli, fiore all’occhiello per anni della Lega e che ora quella Lega, che vede i profughi come un pugno nell’occhio, ripudia. Dieci anni da sindaco a Villa d’Ogna e poi alla fine dei due mandati il testimone era passato al fratello Angelo che si fece anche lui altri 10 anni di quello che viene ricordato ancora come il ventennio leghista dei fratelli Bosatelli. Poi il patatrac, il boom, il disastro. Bruno è coinvolto in una serie di affari andati male, da una società immobiliare creata da lui che finisce nei guai per alcuni strani giri di compravendita e di altro, arrivano denunce e processi. E la ciliegina è del novembre 2011 quando la trasmissione televisiva delle ‘Iene’ pizzica Bosatelli in una vicenda che vede coinvolto anche il parlamentare leghista Angelo Alessandri per la compravendita di un’abitazione dove emergeva una storia di assegni non interamente coperti, buchi per decine di migliaia di euro e la carriera di Bosatelli nella Lega si chiude. Adesso Bruno Bosatelli riappare, non più in valle ma a… Magenta, dove è il rappresentante della Minerva Logistica srl… SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 13 GENNAIO{jcomments off}

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