IL CASO – Clusone (e Castione) varano la Setco Servizi: obiettivo 1 milione di fatturato annuo E G.Eco potrebbe comprare le sedi dell’ex eliporto e delle Borlezze

Dopo Castione anche il Consiglio comunale di Clusone ha approvato la costituzione di Setco Servizi Srl. I due Comuni da soli bastano (e avanzano) per l’approvazione a maggioranza, in quanto detentori delle maggiori quote di Setco Holding (Clusone il 32,74%, Castione il 25,46%. Il totale è del 58,2%. Il terzo per quantità di azioni è Rovetta col 12,73%, il resto dei Comuni ha quote minori). La richiesta di istituire la società satellite della holding di cui è amministratore delegato, come abbiamo più volte scritto, l’ex sindaco di Clusone Carlo Caffi (oggetto di contestazione da parte delle minoranze clusonesi e anche castionesi, che l’hanno definita un “poltronificio”, la sua indennità di 50 mila euro annui, cifra che sarebbe in contrasto con la legge Madia) è nell’ottica di “rianimare” quella che ormai sembrava un malato terminale, vale a dire la Setco stessa. Ci sono Comuni che o si sono astenuti o hanno apertamente dissentito. Sono 29 i soci della Setco che, nata come società per la gestione dei rifiuti, ha poi ceduto la ragione sociale (dei rifiuti) alla G.Eco di cui è presidente l’ex sindaco di Fino del Monte Marco Oprandi.  La Legge prevede che la nuova società, a partire dal 2020, con riferimento al triennio precedente, dovrà superare 1 milione di fatturato medio annuo, fornendo servizi di varia natura ai Comuni che li richiedono. Ad esempio il Comune di Clusone affiderebbe a Setco Servizi la “manutenzione del verde pubblico, la segnaletica orizzontale e verticale (!), e l’assistenza alle attività cimiteriali”….

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