IL CASO BERGAMO – I DIPENDENTI DEL CARCERE – “Mancano infermieri, non si possono somministrare medicine. Dall’Hiv all’epatite, casi al limite” 550 carcerati. Metà detenuti in carico al Serd con terapia psicofarmacologica. 18 utenti con hiv, 60 utenti con epatite C. 10 utenti con epatite B oltre a molte altre patologie che necessitano di cure mediche quotidiane

Detenuti che non possono essere curati, personale infermieristico che manca, malattie che dilagano. La situazione sanitaria del Carcere di Bergamo è allarmante. A metterlo nero su bianco undici dipendenti dell’ospedale. Poche settimane fa gli infermieri del penitenziario di Bergamo hanno preso carta e penna e scritto alla Direttrice generale Maria Beatrice Stasi, a tutti i responsabili sanitari e per conoscenza alla dottoressa Teresa Mazzotta, direttrice dell’Istituto Penitenziario segnalando alcune problematiche. Dopo aver ricordato che la “gestione della salute negli Istituti di pena e detenzione che prima erano in carico al Ministero della Giustizia” adesso sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale. “La scelta aziendale nel 2010 è stata quella di prendere in carico la Casa Circondariale di Bergamo con personale infermieristico dipendente dall’Azienda”. E proseguono: “Il personale infermieristico – scrivono –  lamenta ormai una carenza di organico per trasferimenti, licenziamenti o pensionamenti che purtroppo non è stato sostituito nell’ultimo biennio (per la peculiarità dell’ambiente lavorativo e/o per la legislazione nazionale che non permette nuove assunzioni)…

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