I PINGUINI TATTICI NUCLEARI – Nel cuore dei Pinguini. La mamma di Riccardo e la mamma di Lorenzo: il no a X Factor, le notti a provare, cameriere a Londra, i pulmini scassati, l’asilo e quella fuga dalla classe…

Un salto veloce a casa, per respirare la loro ‘Bergamo’ (che poi è anche il titolo di uno dei due inediti compresi nella nuova versione del disco Fuori dall’hype che comprende anche Ringo Starr, la canzone che ha spopolato a Sanremo). “Ciao Bergamo” scherzava Fiorello dietro le quinte dell’Ariston, incontrandoli, cercando di imitare i toni dialettali bergamaschi. Tra un’intervista televisiva e radiofonica un salto a casa anche per farsi abbracciare da mamme, papà, nonne, fratelli e sorelle in visibilio e poi via di nuovo, comincia il tour che li porterà in tutta Italia, battesimo a Pordenone, al Palasport, il 27 febbraio e poi il 29 il Forum ad Assago, che sino a qualche settimana fa sembrava un sogno.

I Pinguini sbattono le ali e volano, e anche questo per i pinguini (gli animali) è un miracolo. I Pinguini Tattici Nucleari sbancano Sanremo ma soprattutto si infilano in tutte le case e hanno tutte le carte in regola per diventare il tormentone della stagione musicale primavera-estate.

Noi ci infiliamo in mezzo al ritorno a casa, Cinzia Baronchelli è la mamma di Lorenzo, il chitarrista, e a Villa d’Ogna insieme a papà Desy, al fratello Giorgio e alla super nonna sprint Maria Teresa, che sarà a ballare al Forum, hanno fatto il tifo. Cinzia che con la penna ci sa fare quanto suo figlio Lorenzo con la chitarra, qualche mese fa aveva raccontato su Araberara i Pinguini, attraverso le… loro mamme, erano i primi di dicembre e Sanremo era ancora lontano eppure si respirava già un’aria frizzante e piena di energia.

Avevamo dedicato due pagine a questo gruppo, che aveva già in tasca il sold out al Forum ma che non era ancora entrato nelle case di tutti gli italiani. Cinzia, è rimasta qui, nella sua Villa d’Ogna, anche lei naturalmente con un sogno nel cassetto, un sogno che si chiama Sicilia, mentre Lorenzo è ripartito, insieme al frontman Riccardo e al resto della band:  “Avevo così voglia di abbracciarlo che avevo le vertigini e guardando giù in quei 26 anni di vita insieme, ho respirato il vuoto estremo dei prossimi senza le sue note a farmi da colonna sonora”.

Già, che le mamme sono sempre mamme. E Cinzia da mamma è andata ad intervistare l’altra mamma, quella di Riccardo per raccontare la loro storia, il futuro invece lo scriveranno loro, adesso che sono fuori dall’Hype. Riproponiamo parte di quella intervista, pubblicata sul nostro giornale mesi prima del successo travolgente di Sanremo.

 

 

Le mamme raccontano come nacquero i loro Pinguini

di Cinzia Baronchelli

Due capitoli umani, una sola bella storia musicale. Una storia nata a scuola, continuata negli oratori, inciampata nei bar di provincia, proseguita per un milione di chilometri in un pulmino dei dentisti Croazia su e giù per l’Italia, isole comprese, passata per lo Sziget, il mitico festival  internazionale di Budapest, esplosa al concerto del primo maggio, 2019, condivisa nell’album “Faber Nostrum” spiaggiata al Jova Beach Party e al Mediolanum Forum, sold out con quattro mesi d’anticipo. Che uno fa presto a dire Forum, ma undicimila biglietti venduti in venticinque giorni dopo sessantamila persone paganti nel tour estivo non era poi così scontato e poi il boom di Sanremo. E infatti di scontato nella loro costante parabola ascendente c’è ben poco. Al palazzetto più grande della Lombardia appuntamento il 29 febbraio, una data insolita che nemmeno a cercarla. No aspetta l’hanno proprio cercata (mi dicono dalla regia) perché assomiglia a loro, è un po’ magica e fuori dai calendari consueti. Per dire, l’ultimo sabato 29 febbraio è stato nel 1992, il prossimo sarà nel 2048! Nel 1992 i protagonisti della nostra storia non erano ancora nati! Loro sono Riccardo Zanotti di Albino e Lorenzo Pasini di Villa d’Ogna, entrambi classe 1994.

Il frontman dei Pinguini Tattici Nucleari e il chitarrista e un nome che sta diventando sempre più squillante nella scena musicale italiana. Riccardo è la voce del gruppo, il compositore dei testi e delle musiche e Lorenzo la prima chitarra. Sono tutti giovanissimi, età media venticinque anni e tutti bergamaschi. Gli altri Pinguini sono Nicola Buttafuoco e Elio Biffi di Pedrengo, Simone Pagani di Bergamo e Matteo Locati di Arcene.

La prima scontatissima domanda è sempre quella: da dove arriva questo nome da cartone animato? Da una birra: la Tactic Nuclear Penguin, la birra più alcolica al mondo con i suoi 32 gradi e anche la più costosa, circa 250 euro per 33 cc.  Un nome scelto per scherzo a sedici anni e che non li ha fatti prendere sul serio da molti storci-naso poco lungimiranti, ma che sta portando decisamente fortuna. Che proprio chiamarla fortuna è improprio perché questa storia di giovani viene da tanti anni di gavetta, fatica, studio maniacale e perseveranza da bergamaschi DOC.

Non sono un fenomeno improvvisato uscito da un talent. Tra l’altro sono stati chiamati da X Factor, non so se si può dire, ma hanno rifiutato sentendosi dare dei pazzi! E l’hanno fatto quando il Forum e Sanremo erano un miraggio. Ma il miraggio è appunto un’illusione ottica e può sparire in un battito di sole. Loro invece hanno scelto di percorrere la strada metro per metro, concertino per concertone, fidelizzando centinaia di migliaia di giovani e meno giovani con la forza della loro musica. Una musica che è riduttivo inquadrare nel fenomeno Indie. Sono pop, ma anche rock con un passato metal e un passato remoto di canzoni di chiesa. Hanno all’attivo quattro album più un ep introvabile, da collezionisti, intitolato “cartoni animali”. I numeri fanno quasi paura: milioni di views su Youtube e decine di milioni di streaming su Spotify, e crescono ogni giorno. Due dischi d’oro, Irene e Verdura. L’ultimo album “Fuori dall’Hype” sta spopolando ovunque.

Una storia col lieto fine quindi, ma che è solo un nuovo inizio. Ma noi vogliamo raccontarvi proprio l’inizio vero, di quando i due musicisti della Valseriana hanno sentito il primo richiamo della musica in questa periferia della periferia dove “ci vuole del coraggio anche per aver paura” (cit “Lake Washington Boulevard” terza traccia di Fuory dall’Hype).

Mi arrampico bagnata di pioggia su per una strada in salita alla ricerca di casa Zanotti. Incontro più chiese che case e non c’è nessuno in giro. Siamo a Desenzano di Albino. Una frazione di duemilacinquecento abitanti o poco più, di cui almeno uno ormai conosciuto dai giovani di mezza Italia. L’altra metà lo conoscerà nel 2020, ci scommetto mentre finalmente arrivo a destinazione. Ad aspettarmi c’è anche il papà di Lorenzo Pasini ospiti in casa Zanotti per l’occasione. Mi accolgono quattro cinquantenni che stanno sfogliando gli album di famiglia alla ricerca di foto per questo articolo. I loro due figli Pinguini si conoscono dagli anni del liceo, loro si sono invece incontrati la prima volta a cantare stonati nel cortile dell’oratorio di Albino. Quella volta che suonava Vasco Rossi ancora poco conosciuto e quella volta, tanti anni dopo, quando hanno accompagnato i figli ancora minorenni davanti ad un pubblico di ben venticinque persone, nonne e zii compresi. Si sono poi trovati all’Alcatraz a inizio di questo travolgente 2019. Stavolta erano insieme a 3400 persone e le nonne stavolta le hanno lasciate a casa perché non pogano più tanto volentieri. Hanno brindato poi a Brescia dopo un concerto di 4.400 anime abbagliate dalle torce dei telefonini in una piazza della Loggia festante di gioventù brucata.

Chi l’avrebbe mai detto…

Io no di certo e ancora faccio fatica a crederlo ” confessa la mamma di Riccardo. La bellissima signora Cristina Falconi, segno del leone, mi sovrasta con il suo metro e settantasei e la sua personalità forte “Riccardo è sempre stato un bambino, diciamo atipico… non dormiva mai e anche adesso lavora spesso soprattutto la notte”. “Qualche volta scendo a vedere se è in casa” conferma papà Roberto “Ora vive da solo e sbirciando dalla finestra lo trovo sempre al lavoro anche a notte fonda, chino sul computer a comporre con la chitarra in mano”.

La chitarra è un’appendice fissa anche di Lorenzo” interviene Desiderio Pasini originario di Clusone: “Quando è in casa la lascia solo quando mangia e fa la doccia e quando si chiude in camera a provare la zona è off limits” “Con la scusa di portare una tisana, ne beve a litri, riesco ad entrare per far girare l’aria e fare uscire le due gatte che lo ascoltano per ore”.

Guardo le foto di quando sono bambini e scorgo un Riccardo gigante sin da piccolo: “Quando in ospedale hanno portato i bimbi nella culla per farli vedere ai parenti sono rimasto impressionato dal mio che superava di un piede gli altri! È stato così anche per il mio secondogenito Lorenzo che adesso sfiora i due metri”. Lorenzo, che ora fa economia e commercio, ha un po’ subito la personalità “ingombrante” del fratello “Tutte le attenzioni erano praticamente per Riccardo”, commenta Cristina mentre Roberto annuisce convinto. “Ti dicevo che è sempre stato diverso dai bambini della sua età. Adesso col senno di poi posso dire che c’erano già tutti gli indizi di una personalità geniale, ma allora credimi che fatica! Non è stata una passeggiata fargli da mamma”. La signora Falconi è una insegnante della scuola primaria: “Quando è nato Riccardo ho vinto il concorso e sono diventata di ruolo ad Albino, pensa per una maestra essere continuamente chiamata dalle insegnanti perché faceva solo quello che voleva lui, non rispettava mai le consegne. Volevano persino trattenerlo alla scuola dell’infanzia perché sostenevano che non era pronto!”. “Non riusciva o forse non voleva assemblare i puzzle. Scappava dalla classe e siccome era già grande e grosso, riportarlo tra i compagni era una fatica per le povere maestre”….

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