I PARROCI AL TEMPO DEL COVID. PARROCCHIA DI VILMINORE – La voce di don Angelo annuncia il vangelo dall’alto del campanile

 

Di Etta Bonicelli

“Se la montagna non viene a me, io vado alla montagna” questo deve aver pensato l’Arciprete di Vilminore, don Angelo Scotti, facendo suo un antico detto arabo.

“In questo tempo di forzato isolamento, di incontri mancati, di contatti negati – spiega don Angelo – è stato necessario elaborare nuove strategie per rafforzare il senso di comunità cristiana e umana, per evitare l’impressione di abbandono e di isolamento, per portare la chiesa nelle case di chi la vuole, per segnare la presenza della parrocchia in ogni paese, in ogni piccola frazione”.

E così dopo una visita nelle sue otto chiese, aperte, ma forzatamente deserte, l’Arciprete, il filo invisibile della comune identità tra le mani, ha percorso le vie, le piazze e i vicoli vuoti dei paesi, silenziosi fino ai suoi squilli di citofono: ecco allora tende scostarsi, finestre aprirsi, saluti, sorrisi, ringraziamenti. E il sottile filo invisibile passa di mano in mano, ristabilisce contatti, riannoda legami di appartenenza e di fede.

“In questo periodo le varie comunità – spiega don Angelo – si raccolgono in preghiera grazie al canale Youtube attivato dalla parrocchia, ai video Whatsapp girati nelle diverse chiese ogni domenica per leggere e commentare il Vangelo, alla pagina fb  che riporta i vari avvisi e che spesso purtroppo dà annunci di morte. In questi tempi in cui mancano i rituali religiosi e umani del definitivo distacco , la vicinanza, la solidarietà,  la condivisione corrono sui fili della rete…”

Vilminore ha però un canale di diffusione tanto originale quanto efficace: la voce dell’Arciprete corre su onde sonore elevate che la irradiano a 65 metri di altezza, sì, perché  don Angelo la domenica la lettura del Vangelo, il commento, le preghiere, i canti li fa dall’alto del campanile e chi conosce Vilminore sa quanto questo sia imponente ed elevato.

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