GROMO – Sara Riva, il problema dei medici di base, la montagna ‘chiusa’, la Comunità Montana e…

Sara Riva è in ufficio, martedì di metà febbraio, il cielo è uno splendore, l’umore degli addetti ai lavori del mondo dello sci molto meno. Periodo tosto per la montagna, mettiamoci anche la questione medici che qui mancano e il gioco è fatto: “Ci sono delle problematiche – spiega la sindaca Sara Rivaquesti medici che adesso hanno assegnato nel nostro ambito che comprende anche Gromo, Gandellino e Valgoglio non vanno a domicilio, rispondo al telefono, ricevono in alcuni ambulatori, non è certo in discussione la loro professionalità, il problema è l’organizzazione del servizio. Ci vuole una gestione diversa, stiamo cercando di ottenere un medico che venga a Gromo e riceva qui in paese, la gente ha bisogno di assistenza sul territorio”. Problema montagna, impianti chiusi, tutto fermo, indotto anche, voi avete gli Spiazzi che qui sono, o meglio erano sino a un anno fa, una boccata di ossigeno per il mondo del lavoro di questa zona: “Quello che è successo è vergognoso – commenta Sara Riva – un trattamento che la montagna non merita, in questi ultimi giorni abbiamo lavorato per aprire in sicurezza, tutto pronto e cosa succede? Arriva l’ennesima batosta, non si può comunicare alla sera che gli impianti il mattino dopo non aprono, una tempistica completamente irrispettosa”. Non c’è troppo scollamento tra la politica e il territorio? “Le cose sono due, o a qualcuno non gliene frega niente della montagna oppure sono lontani completamente dalla realtà, non me lo so spiegare, questo menefreghismo della montagna, questo non rendersi conto della realtà, di quello che sta succedendo”. Sara Riva ha le idee chiare: “E’ talmente paradossale quello che sta succedendo, io capisco l’esigenza sanitaria che sta a cuore a tutti, ma il trattamento che sta ricevendo la montagna è inqualificabile, e poi ci sarebbe anche da dire sulla questione sicurezza, gli Spiazzi di Gromo hanno una seggiovia a due posti completamente all’aperto, senza cabinovia, insomma, sono tutti all’aperto, dov’è il rischio?…

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