SARNICO Dalla grappa Pòta all’Amaro San Pellegrino e ora l’Elisir d’Amore, l’aperitivo del Donizetti

La storia di una distilleria di Sarnico che sbanca il mercato a suon di marchi

Prima la grappa Pòta, ora l’aperitivo Donizetti, in mezzo l’amaro San Pellegrino. L’idea è delle Distillerie di Sarnico e del loro proprietario che sforna idee e qualità da una vita, da quando la passione si è trasformata in lavoro e il lavoro in passione. Sergio Lochis è seduto nel suo ufficio insieme alle sue figlie, sul tavolo idee, fogli, programmi da realizzare e il lancio dell’aperitivo Donizetti mentre l’amaro San Pellegrino sta per spiccare il volo su tutto il mercato. “Noi siamo così – racconta – dobbiamo avere sempre idee nuove, d’altronde senza idee dove vai? Nel 2013 in piazza abbiamo fatto l’aperitivo più grande del mondo, 2300 litri di spritz, 50 kg di arance, 500 kg di ghiaccio, e poi vino. Il tutto poi è andato in beneficenza”.

Un’azienda che parte da molto lontano: “Da mio nonno, ai tempi lui andava a Foresto Sparso, dove tutti quelli che facevano grappa passavano di lì. Mio nonno Antonio ha cominciato così e poi ha trasmesso la passione a mio padre, che era del 1930”. Foresto patria della grappa: “Bisognava far crescere i figli, e quindi andava bene tutto, anche il contrabbando. Erano altri tempi”. Che poi fare la grappa è vietato anche adesso: “Perché c’è il monopolio, ci sono le accise da pagare, regole molto severe, nemmeno per produzione propria si può fare, e anche noi che la produciamo, quando dobbiamo portarla all’estero, dobbiamo seguire regole ferree. E’ più facile esportare armi…” (ride). E dopo il nonno è la volta di papà Giacomo… Delfino: “Il suo soprannome era Delfino, pensa che sulla lapide del cimitero c’è scritto proprio Delfino, perché tutti lo conoscevano con quel nome. Io sono nato nel 1959, prima ho una sorella e poi dopo qualche anno è nata Monica, la più giovane, era il 1973, quando da Villongo siamo andati a Sarnico…

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