Gorlago. Per Chiara l’accusa è di omicidio volontario, premeditato e di soppressione di cadavere

Le indagini sono chiuse. L’accusa della Procura di Brescia nei confronti di Chiara Alessandri è quella di omicidio volontario, premeditato e di soppressione di cadavere. Insomma, accuse pesanti ma che si andasse in questa direzione era prevedibile. Chiara Alessandri accusata dell’uccisione di Stefania Crotti, la 42enne di Gorlago finita dritta nella trappola che gli ha preparato Chiara, l’ex amante del marito. Chiara e Stefania erano coetanee e compaesane, tutte e due di Gorlago. Era il 17 gennaio quando un ciclista di passaggio notò tra i vigneti di Erbusco il corpo di Stefania, mamma di una bimba, il corpo era carbonizzato e dopo pochi giorni gli inquirenti erano risaliti a Chiara Alessandri che aveva deciso di liberarsi della sua rivale in amore, anche se l’amore fra Chiara e il marito di Stefania era finito da tempo ed era durato pochi mesi, l’uomo era tornato infatti con la moglie. Ma Chiara non accettava che tutto fosse finito e aveva messo in scena il delitto, aveva convinto un amico con una scusa, dicendogli che voleva chiarirsi con Stefania, a prelevarla dopo il lavoro e portarla da lei, in realtà una volta portata Stefania da Chiara e dopo essersene andato è scattato il delitto. Stefania è stata aggredita e colpita alla testa quattro volte con un martello. Credendola morta, Chiara ha caricato Stefania sulla sua auto, è entrata in autostrada sino a Erbusco, poi in mezzo alla campagna in una zona abbastanza isolata, aveva cosparso il corpo di benzina e le aveva dato fuoco e se ne era tornata a casa dai figli. Ma intanto l’allarme per la scomparsa era scattato, dopo un giorno di ricerche il ritrovamento casuale del ciclista. L’autopsia ha poi stabilito che Stefania quando il corpo è stato dato alle fiamme era ancora viva, il fumo è stato infatti rinvenuto nei polmoni. Chiara si è difesa sostenendo che era nata una litigata finita male ma ha sempre negato di aver dato fuoco a Stefania, intanto le indagini hanno portato al ritrovamento di tracce di sangue anche nella sua auto nella sua abitazione. Chiara è in carcere a Brescia. La Procura non le ha creduto e ora l’accusa viene ufficializzata, omicidio volontario, premeditato e soppressione di cadavere.