“La vita non è la festa che speravamo, ma finché siamo qui balliamo”.
Già, buona anche la terza serata del festival. Un grande Stefano Zecchi e un Gene Gnocchi in palla hanno concluso la prima parte del festival arawordbridge.
Ora ci spostiamo a Lovere ma ne parleremo. Il giorno dopo la terza serata del festival, ci siamo messi di buona lena a fare il giornale, perché le scadenze non aspettano, come botteghe che impastano parole e cercano di farle lievitare al punto giusto, lavorandoci sopra per ore e per giorni interi, pesando, dosando e valutando.Il contrario di quello che sono oggi i social, ma questa è un’altra storia.
Tornando alla serata di sabato 2 agosto e alla prima parte di questo festival, beh, siamo stanchissimi ma felicissimi.
Non era facile e scontato creare quello che abbiamo creato, senza molti appoggi, senza contributi regionali, con la forza di una redazione che nonostante due testate da portare avanti non ha mai mollato, lavorando dallo scorso autunno su un progetto che sembrava utopia.Da Ermal Meta ad Andrea Nicastro, da Morgan a Piero Colaprico, da Stefano Zecchi a Pietro Orlandi, da Gene Gnocchi a Monica Guerritore e Giovanni Nuti e ci saranno ancora grosse sorprese.
Dietro ogni nome c’è un progetto ben preciso che abbiamo spiegato in ogni serata.
Il tutto aperto dai ragazzi di LiberaMente e dalle poesie di Alda Merini (che sarà interpretata da Monica Guerritore nella prossima serata a Lovere).
Il festival è autoprodotto e autofinanziato da Araberara (se volete darci una mano potete acquistare a 10 euro le nostre bellissime magliette con gli aforismi di Alda Merini).
Ogni artista è pagato da Araberara e ogni ingresso agli spettacoli è completamente gratuito.
È il nostro omaggio per chi ci legge da 38 anni e passa, per cercare di confrontarci, ridere, commuoverci, far festa e stare insieme sul nostro territorio, che è bellissimo. Grazie. Alla prossima.


