Prendo le parole quotidiane, le scruto, neanche tanto, le butto lì, che si impastano da sole, per me che in fondo sono sola e cerco solo un po’ di sole, da tenere dentro, che fuori mi da fastidio. E di calcio oggi meglio non dire nulla, che le abbiamo buscate e cosi mentre abbasso il volume di me, in questa mattina dove mi accorgo che se passa qualcuno a trovarmi appena apre la porta chiama i carabinieri, convinto che siano passati i ladri, invece è solo disordine ordinato, cosi io lo chiamo ma ora sto cercando di rimediare. E’ arrivato il momento di mettere nell’armadio questa lunga estate. E ripartire. E volevo ringraziare prima di ripartire. Perché se tutto è stato così bello, intenso, faticoso, preoccupante, speranzoso, divertente e poi boh, è perché da soli non si va da nessuna parte. E insieme, anche se si parte in pochi, si arriva sempre in tanti, insieme credo si possa fare tutto o quasi. E vado controcorrente in questo mondo che esalta l’individualità come fosse la forza di tutto e di tutti, preferisco tanti man che fanno un super che un Superman che fa da solo. Delle prime tre serate alla Baia delle Rose insieme al Comune di Costa Volpino ne abbiamo parlato. Ora chiudiamo anche la seconda parte del festival, le due serata del festival a Lovere, sembravano una follia, portare la poesia in piazza, con uno spettacolo cosi particolare era un salto nel vuoto, portare Pietro Orlandi in una sera di settembre, non supportato da null’altro che la sua drammatica e forte storia sembrava una scommessa. Ma invece le ultime due serate sono state quelle dove probabilmente abbiamo avuto ancora più soddisfazione e dove la gente ha riempito ogni angolo di piazza e di strade, dove le prenotazioni su eventbrite sono volate in poche ore, dove abbiamo scoperto che la gente ha fame di incanto e l’incanto è dentro la gente. E devo ringraziare Monica Guerritore web e GIOVANNI NUTI che hanno creduto in questa cosa azzardando per la prima volta in una piazza uno spettacolo di questo genere, teatro, musica e poesia e dove Monica Guerritore ha candidamente confessato di essersi commossa per la prima volta in quel modo. E devo ringraziare Pietro Orlandi che si è messo in viaggio da Roma su un treno sino a Brescia e poi siamo andati a prenderlo ed è rimasto in piazza XIII Martiri sino alle 3 di notte a parlare con un nugolo di ragazzi che non se ne volevano andare, c’era anche un’intera classe di un Liceo, per cercare di capire quel pezzo di storia d’Italia e del mondo che fa parte di tutti noi. E devo ringraziare il Comune di Lovere, la sindaca Claudia Taccolini per l’immenso sforzo organizzativo. E poi parto a raffica: Sabrina Pedersoli e Pier Angelo Zanni i due più fidati, stakanovisti, brontoloni (Angelo, non Sabrina), femme fatale (Sabrina non Angelo), giornalisti e amici, una botta di culo trovarli e lavorare con loro. Gianni Di Sipio , grafico, fotografo, che ha i gatti più belli del mondo. Francesco Moleri , il vulcano, Etta Bonicelli il rifugio di tutti noi, Cinzia Baronchelli , la presentatrice, giornalista dal seno…accogliente. Marisa Scaglia, pratica ed efficiente. Rosa Silvestri , decisione e gentilezza, la regina delle prenotazioni. Angela Cocchetti e Marinella Cocchetti, le wonder woman dal senso pratico. Corrado Ziboni pragmatico brontolone dal cuore (quasi) d’oro. Ornella Facchinetti , Luisella Laini , Renata Carizzoni , Claudia Pezzotti , Miriam Milani Katia Valenti , Valeria Filisetti, Grace Lulu , Monica Moretti , Orietta Gualandris , Justyna Ostern e da lassù Serena Sere Nodari perché di video, eventi, manifestazioni, ne abbiamo fatte tante ma tante, però con loro, quelle che in modo riduttivo chiamo le donne del calendario è nato qualcosa di eterno, quelle amicizie che restano sempre e che ti danno sicurezza in quello che fai o tenti di fare. Loro sono il mio supporto, viaggiare con chi ti fa sentire caldo dentro ti permette di buttarti anche da altezze che sembrano non avere fine e anche farti meno male se ci picchi la testa. Senza di loro sarebbe tutto un casino. E poi Piero Bonicelli , che lo lascio alla fine perché lui è sempre la fine e l’inizio di ogni mia cosa. Eravamo partiti cosi: “La vita non è la festa che speravamo, ma finché siamo qui balliamo” . Continuiamo a ballare. Insieme. Da qualche parte.

