FINO DEL MONTE – IL NUOVO PARROCO – Don Gustavo si racconta: “La mia vocazione sulle orme di don Resmini, gli anni di Università e lavoro, l’esempio dei volontari, le mie passioni: computer e pellegrinaggi lunghi”

Ha 50 anni, è originario di Sorisole e alle spalle ha già un cammino che l’ha arricchito e formato. Don Gustavo Bacuzzi è il nuovo parroco di Fino del Monte. Da pochi giorni ha raccolto il testimone di don Mauro Bassanelli e sta cominciando a conoscere la nuova realtà in cui è stato chiamato ad operare.

“I germi della mia vocazione risalgono alla terza media – inizia a raccontare riavvolgendo il nastro della propria storia – e sono legati ad una figura in particolare: il mio insegnante di religione don Fausto Resmini. In quegli anni don Fausto, oltre a dirigere il Patronato di Sorisole, insegnava religione alle scuole medie. Da lì sono sorti i primi interrogativi, posso dire che la vocazione è nata con lui, quasi per spirito di imitazione”. Un gigante della fede e della carità che ha lasciato il segno in tutte le persone incontrate. “Ricordo i suoi racconti, le sue esperienze al Patronato – racconta don Gustavo -. Alcuni dei ragazzi ospiti del Patronato, tra l’altro, erano miei compagni di classe. Sentivo le loro storie di fatiche e sofferenza e vedevo don Fausto che cercava di alleviare questo disagio”.

Da lì la scelta di entrare in Seminario. “Ho fatto due anni di Seminario alle superiori, ma ho deciso di uscire. Sono poi rientrato nella Scuola vocazioni giovanili a ventotto anni”. Nel mezzo tante altre esperienze. “Mi sono iscritto a Psicologia all’Università di Padova e ho lavorato saltuariamente: ho fatto per esempio il postino e l’operaio del Comune a Sorisole (per due mesi). Sono stato obiettore di coscienza e ho fatto il servizio civile a Schio, in provincia di Vicenza, lavorando in una casa di riposo: un’altra esperienza di cui ho un ricordo molto bello”. Nel 1997 arriva la scelta di rientrare in Seminario, passando da un anno di Scuola vocazioni giovanili. “Era arrivata l’ora”, sorride don Gustavo.

Per lui il cammino di formazione in Seminario è stato un po’ diverso rispetto a quello dei compagni. “Purtroppo durante gli anni di Teologia non ho mai fatto servizio in parrocchia. I primi due anni avevo ancora qualche esame e la tesi da finire, così i superiori mi hanno chiesto di concludere l’Università. In terza teologia ho fatto il prefetto (l’assistente dei ragazzi del Seminario minore). In quarta ho girato diverse parrocchie per le predicazioni: venivamo mandati a portare la nostra testimonianza per la giornata del Seminario. Infine, in quinta e in sesta ho ripetuto gli anni di prefettato, quindi non andavo in parrocchia”.

Nel 2003 l’ordinazione, insieme ad altri 18 sacerdoti. La prima nomina porta don Gustavo a Brembate di Sopra. “Sono stato curato per otto anni. Ricordo il primo impatto: non avevo mai conosciuto un oratorio così grande, le dimensioni della struttura mi avevano colpito molto. Ma ho trovato tanti volontari e un parroco, don Corinno, che ha avuto tanta pazienza con me: mi ha introdotto pian piano nella pastorale della parrocchia”…

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