ENDINE – un corso per diventare necroforo

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La crisi economica morde ancora, il mercato del lavoro stenta a decollare e allora che fare? La parola d’ordine è innovarsi, cercare nuove vie per trovare un’occupazione e come si sa la provvidenza viaggia a volte su strade sconosciute, inusuali. La scuola professionale del patronato San Vincenzo di Endine Gaiano in queste settimane ha provato a dare una strada alternativa ai giovani ma anche agli adulti in cerca di lavoro, proponendo un mestiere che, è proprio il caso di dire, non muore mai. Gli uffici di Endine stanno raccogliendo le adesioni per dare il via a due corsi riservati alle onoranze funebri, il corso per Operatore funebre necroforo e il corso per Addetto al trasporto cadavere. Partiamo dal primo corso, l’operatore funebre necroforo:

“L’operatore funebre necroforo – spiega Giovanna Figaroli del Patronato San Vincenzo di Endine – si occupa della persona defunta dal momento in cui è rilasciata ai parenti per le esequie fino alla destinazione ultima. Opera su richiesta dei parenti in sale del commiato, presso camere mortuarie o al domicilio, svolge la propria attività in collaborazione con altri operatori del settore funerario e agisce su indicazioni fornite dal Direttore tecnico. L’operatore funebre nell’esercizio dell’attività deve porre particolare attenzione ad evitare i rischi connessi alla pratica funebre: deve quindi acquisire adeguate conoscenze ed abilità in materia igienico-sanitaria, a tutela della salute propria e di terzi. C’è poi anche un aspetto psicologico del lavoro, il sapersi rapportare con la famiglia in queste situazioni, il sapersi muovere all’interno del contesto”. E per accedere al crso servono dei requisiti obbligatori. “Il percorso formativo è rivolto a cittadini italiani e a stranieri, in possesso dei seguenti requisiti: 18 anni compiuti, al momento dell’iscrizione al corso, diploma di scuola secondaria di I grado, per gli stranieri, buona conoscenza della lingua italiana orale e scritta con un test di ingresso e la carta identità/permesso di soggiorno. Il corso dura 24 ore, la frequenza al corso è obbligatoria. Al termine del corso gli allievi sosterranno una prova di verifica al superamento della quale verrà rilasciato l’attestato di competenza della Regione Lombardia”. I temi del corso saranno vari e tutti trattati da personale con esperienza decennale: “S toccheranno vari temi – prosegue Giovanna Figaroli – la Normativa sulla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, le nozioni igienico-sanitarie nell’ambito dell’attività funebre, compresi i sistemi di sanificazione e disinfezione, le nozioni sul trattamento delle salme e dei cadaveri e le attrezzature e strumenti impiegati nell’attività funebre. Ci sono poi alcune materie di natura psicologica: le tecniche assistenza e accoglienza clienti, la comunicazione empatica, le tecniche di interazione con il cliente, elementi di psicologia sociale, tecniche di comunicazione efficace, tecniche di ascolto attivo e la normativa in materia della privacy”.

C’è poi l’altro corso, l’addetto al trasporto salme: “L’operatore funebre addetto al trasporto di cadavere è in grado di svolgere le pratiche amministrative relative all’autorizzazione al trasporto e cura l’integrità del feretro. L’operatore funebre addetto al trasporto di cadavere nell’esercizio dell’attività deve porre particolare attenzione ad evitare i rischi connessi alla pratica funebre: deve quindi acquisire adeguate conoscenze ed abilità in materia di normative igienico-sanitarie a tutela della salute propria e di terzi. I requisiti sono sempre gli stessi del corso precedente ma le lezioni durano 36 ore. Alcune materie sono simili al corso di Necroforo, altre materie in più sono gli elementi di legislazione n materia funeraria, le tecniche di confezionamento del feretro, le tecniche amministrative di autorizzazioni al trasporto, alla sepoltura e alla cremazione, ci sono poi gli obblighi connessi al trasporto funebre, le tecniche di gestione con Asl e Comune e le tecniche di riconoscimento del cadavere”.

Fatto il corso cosa accade? Le prospettive sembrano essere buone. “Oggi la Regione ha imposto a chi vuol fare questo tipo di lavoro i corsi, insomma uno per lavorare nelle onoranze funebri deve aver svolto questo tipo di formazione, così in molti dovranno aggiornarsi per lavorare sempre in questo settore. Noi poi riceviamo da Regione Lombardia i vari corsi che possiamo proporre in base alkle esigenze del mercato e l’operatore funebre necroforo e l’addetto al trasporto cadaveri sono due delle richieste che arrivano oggi dal mercato. In poche ore una persona senza lavoro può provare ad avere uno sbocco occupazionale in poco tempo”.

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