Ogni partenza è un ritorno

    La Via Lattea quando ero piccola me la immaginavo come la tazza della colazione al mattino, sarà per la parola ‘lattea’, a cui bastava aggiungere lo zucchero e i biscotti al plasmon ed ero davvero in un’altra dimensione. Adesso la via lattea è la strada che mi conduce dritta ai miei amici in cielo, io me la immagino così, un frullato di stelle, due cucchiaini di sogno, polvere di nubi gonfie e il sorriso di chi è andato lassù prima di me. Che questi sono giorni così, confusi tra Santi, Morti e Halloween, che poi a me di questa divisione tra chi è a favore o contro non me ne frega nulla, ognuno sta bene con quello che crede. Come io ieri sera, che ero cotta, e dal cornicione dei miei occhi ho vistoil tuffo di una mezza lunache salta, cade e sbattenel cranio nudo della terra.L’ho guardata,e vedo la frattura multipla della luce che si fa Meraviglia. Guardo la mia via lattea, quella strada che secondo me porta dritto in cielo, il mio ponte tra qui e là, ed è come rivederti, cerco la tua somma, il bordo del bicchiere in cui il vino si fa luna e specchio, cerco quella linea che fa tremare un uomo nella sala di un museo. E poi ti voglio bene, nel tempo e nel freddo. Qualsiasi cosa succede c’è la mia Via Lattea, lassù, che tanto alla fine verrà a prendermi o io andrò a prendere lei e mi condurrà per mano dentro meraviglie infinite, senza bisogno di troppi ricordi qui, senza Morti, Santi o Halloween. Che lavita non dovrebbe essere presa troppo sul serio,le ho dato appena un’occhiata stamattina dopo che avevo sognato la pioggia, mi piace sognare la pioggia, mi lascia i sogni bagnati di vita.E ho pensato che valeva la pena lasciar fare al caso,non lo so se le rondini sono partite, mi sa di sì, ma io ci penso spesso alla loro fedeltà.Con ogni loro partenza,iniziano il loro ritorno. Anche noi.