Mi ha preso la Primavera

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    Stavolta non l’ho nemmeno aspettata, stavolta mi ha aspettata lei, ho fatto fatica a raggiungerla, ad arrivare sin qua, sarà che le mie primavere sono più di lei, che è una sola, di primavera. Sarà che da troppo tempo sembra tutto fatto di inverno, il mondo, le persone, la tosse, il buio, il freddo, i virus, i vaccini, le bombe, il sangue, il tramonto. E così è venuta a prendermi lei. Me ne sono appena accorta, aprendo la finestra e guardando il praticello, fiori di pesco colorati mi hanno fatto il solletico al cuore. E mentre la moca del caffè brontola e sbuffa, mi viene voglia di gelato di Ilde che finisce sempre che mentre lo lecco una goccia si infila nella maglietta e regala brividi.

    E ho voglia di sentire il rumore di colonne di moto che se ne vanno senza meta. E del cuscino che vola nel prato perché lo dimentico sul davanzale e quando lo raccolgo è pieno di petali.

    E io che mi accorgo sempre tardi che gli alberi si sono messi a scrivere poesie e io pensavo fossero solo fiori. E la pioggia che brilla sotto il sole e la pioggia che scende sotto il sole.

    E io che scrivo con l’inchiostro nero e lei che scrive con l’inchiostro verde e crea giardini, fiori, prati, foglie dove cantano le lettere, parole che sono alberi e profumi. E io esco e scopro lei che sparge tutti i suoi colori, i suoi odori, i suoi semi. E mi sembri quasi di carne. Quasi possibile. Un po’ meno idea. E riesco a toccare il tuo profumo.Uscite, camminate e guardate come fosse la prima volta quella pazzia che chiamiamo primavera e che non deve nulla alle potenze oscure, ma che è soltanto un enorme sollevamento di tutte le vite verso la luce sovrannaturale”. (Christian Bobin)

    Aristea Canini

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