il ventennio

    (p.b.) Nella tradizione tipica del popolo italiano si è scatenata la canea su Silvio Berlusconi (piazzale Loreto è un classico italiano). “Vergin di servo encomio” (citazione manzoniana) mi astengo dal “codardo oltraggio”. Che per essere codardo dev’essere postumo. E allora ribadisco solo quello che ho scritto quando era sugli altari del consenso e della devozione popolare: e cioè che la sua colpa non è quella di aver rovinato l’Italia (era difficile, dopo il crollo del 1992 con la moria dei partiti che avevano fatto la storia scrivendo troppe storiacce) ma di aver rovinato gli italiani con il degrado culturale e sociale delle sue televisioni. Da una Tv che comunque aveva una certa classe anche nell’intrattenimento nazional-popolare ci siamo ritrovati delle tv che hanno lisciato il pelo al nostro basso ventre. Passare, per es. da “Lascia o Raddoppia” e “Rischiatutto” alla “ruota della fortuna” era a suo modo un messaggio sublimale che non c’è bisogno di cultura, basta una botta di fortuna. E ancora oggi vedo frotte di anziani che si giocano la pensione con i vari gratta e vinci. Se Arbore faceva lo sberleffo alle “letterine” con le “ragazze coccodè” è servito a niente, è stato lo sdoganamento dell’ignoranza e lo scollacciamento dell’intelligenza, eretti a successo misurato sulla visibilità. Berlusconi ha segnato comunque un ventennio della nostra vita. Come l’altro Ventennio aveva avuto le “adunate oceaniche” nelle piazze, quello di Berlusconi ha avuto consensi “oceanici”. E troppi che allora lo osannavano, adesso fanno della facile, a volte divertente, a volte volgare ironia sul suo “mal di braga”. Un moderno Piazzale Loreto.