I NUMERI DELL’INFINITO

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    La luce sbatte contro il cielo che si spalanca come all’improvviso, il giorno torna ad allungarsi, il cielo è lucido come la Via Lattea, anche se la Via Lattea non l’ho mai vista. Il bollettino del covid quotidiano, il bollettino delle tasse da pagare, il bollettino di qualche foglio sempre da compilare. Noi scanditi da numeri. Il cielo scandito da luce e stagioni, vuoi mettere. Preferisco guardare in alto, uscire dai numeri ed entrare nell’infinito. Oppure fare entrare i numeri nell’infinito, a scuola ero una schiappa in matematica però quando qualche soluzione di equazione dava come risultato ‘infinito’, mi piacevano quasi pure i numeri, liberi pure loro di uscire da se stessi e sbattersene di calcolatrici e schemi. E di bollettini. Come quando camminavo scalza per casa e vedevo il mio bimbo sul letto, gomitolo di piume, seta e fiamma selvaggiaDove ci siamo incontrati,anima? In che piazza di città, in che prato, in riva a che torrente? E ora sei qui, da sempre simile al vento, ai fiori, ai vulcani. Alle origini. E intanto la luce prende campo, come sono ingordi gennaio e febbraio, di oro torbido e di vita che sta per nascere. Di rami germinati dal niente su cui si apriranno fiori colorati. Come a dirci che è possibile riavere dal niente, forme, profumi, colori, vita.

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