DONNE/1 – Clara & Susanna, due Donne skizzate d’amore. “I disegni, la sindrome di down, la creatività e…”

Clara va di corsa. Va sempre di corsa. La sua vita è di corsa. Di quelle corse che il traguardo è la felicità che è sempre dietro l’angolo ma che prima o poi la prendi e la porti con te. Clara Grassi, è la penna, il genio e la creatività di Pennuti Skizzati, il nome del marchio che racchiude il cuore, il cervello e la genialità di Clara. Che è mamma di Susanna, 6 anni, bimba con la sindrome di down, un sorriso che ti incanta. Due donne, una ‘grande’ (di età), una ‘piccola’ (di età), Clara & Susanna. Clara, classe 1982, di Lovere “Ma vivo a Costa Volpino e da circa 20 anni disegno Pennuti Skizzati. Liceo scientifico alle spalle e studi di grafica a Milano, poi inizio a disegnare per le case editrici scolastiche, ho registrato il marchio e mi sono messa in proprio”. Clara racconta e sorride, un vulcano: “All’inizio per occupare i miei pomeriggio mi divertivo a disegnare questi alberi a china, ho iniziato a disegnare sopra i rami i passeri, un giorno invece mi sono messo a disegnarli giù dall’albero, li ho messi in fila e mi divertivo a cambiare i loro ruolo, da quello che sciava al dottore, la mia filosofia è quella, I love different”. Che poi le persone hanno tutti una cosa in comune, sono tutte differenti: “Ho disegnato una linea di cartoleria che ha distribuito per 5 anni la Feltrinelli”. Perché Pennuti Skizzati? “Per il doppio significato di schizzo a matita ma anche di allegri. Mi piaceva. Ed è nato così il marchio”. Clara quando racconta è come se avesse tra le mani la sua matita: “Ho aperto i miei negozietti a Lovere e Pisogne, a Pisogne ho tenuto il negozio per qualche anno, i miei disegni comparivano su tazze, felpe, orologi…Andavo dai produttori per esempio di tazze, chiedevo di farmi 3000 tazze coi pennuti oppure orologi e poi li vendevo”. Il negozio resiste fino all’arrivo di Susanna: “La mia bimba, nata cardiopatica e con sindrome di down, dalla morfologica avevano capito che c’era qualcosa che non andava, che era cardiopatica e che quindi ci poteva essere un rischio di correlazione con la sindrome di down. Ma c’era bisogno di fare ulteriori indagini, di fare la miocentesi, non ho voluto, perché voleva dire mettere a rischio Susanna, io comunque non avrei mai abortito e quindi per me non era certo un problema”. Già, essere differenti è una risorsa e Clara lo sa: “Me la tengo così la mia Susanna, certo, sono preoccupata, è cardiopatica, è già stata operata al cuore e dovrà essere operata ancora, la situazione è complicata ma va bene così, si lotta insieme”. Susanna ha bisogno di cure e attenzioni e così Clara lascia il negozio: “E ho deciso di aprirlo…online, le cose andavano abbastanza bene, avevo idee nuove, vendere i miei diritti a marchi italiani e lavorare insieme, avevo cominciato con una linea di abbigliamento pugliese, poi con un’azienda di Leffe, disegnavo copripiumini, stavo per firmare con 4 o 5 aziende grosse ma poi è arrivato il covid. E così si è fermato tutto”, ma non si è fermata lei, no, Clara non si ferma mai: “Mi sono detta ‘non mollo’, non ho mai mollato nella mia vita e ho riaperto lo shop online con il nome di claragrassi.com e ho anche cominciato a dipingere, quadri notturni, ambientazioni particolari. E intanto mi concentro su alcuni prodotti che in questo momento hanno mercato, perché in un periodo come questo il superfluo non ha mercato, sto lavorando per l’azienda di Leffe, Imberti, rigorosamente made in Italy e di qualità, disegno copripiumoni, la gente cerca cose utili e credo sia questa per ora la strada vincente”. E Susanna? “Susanna è la mia ragazza magica, speciale non mi piace, siamo tutti speciali, magica è qualcosa di diverso, di unico. Sto bene con lei….

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