DIOCESI – LA LETTERA – “Per i parroci oltre i 75 anni, per massimo 9 anni nelle parrocchie, la rigidità della norma va rivista”. L’attesa per la “danza” dei parroci

Questa lettera a un interlocutore che resta sullo sfondo è stata inviata per conoscenza ad alcuni parroci della bergamasca. La pubblichiamo perché può davvero aprire un dibattito. Mette in discussione le scelte della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) fatte, come dice la lettera, tra il 1983 e il 1984, un altro mondo, con i seminari se non pienissimi, almeno ancora affollati, dalle nostre parti. Oggi che i seminari sono svuotati, che mancano i preti, che i parroci diventano titolari di diverse parrocchie, che ogni anno i “preti novelli” si contano sulle dite di una mano (e ne avanzano), forse è davvero arrivato il momento di rivedere quelle scelte. La lettera di don Leone Lussana, prevosto di Torre Boldone dal 1997 (quindi da 23 anni), 76 anni quest’anno (il 25 settembre), può essere una base di discussione. Per questo la riportiamo volentieri:

*  *  *

Carissimo padre saveriano, tu mi metti il piede sul freno mentre io, con tanto di bolla vescovile in mano, innesto la marcia per ripartire lungo il sentiero del nuovo anno pastorale. “Allora ti hanno trasferito”, mi telefoni quasi gelido flash sul mio entusiasmo, facendo leva su una notizia che hai raccolto e che quindi è nell’aria. È chiaro peraltro, e lo sai bene, che si tratterebbe per me, più che di un trasferimento, dell’essere posto sulla soglia che prelude all’ultima dimora.

 

Capisco comunque la tua domanda, perché il tuo mentore raccoglie e rimanda la voce che al compimento del 75° anno i giochi finiscono. E aggiungi anche che ti spiace. E qui, cordialmente, passi gli elogi che renderebbero improvvida e immotivata tale decisione. Ma la decisione proviene da una legge che vale per tutti. È pur vero che, a rigor di codice, i parroci sono ‘invitati’ a questo.

Ma l’applicazione della legge è più ferrea ed estensiva. E chi fa finta di dimenticarsene viene puntualmente raggiunto da una lettera o da una telefonata dal Colle 278111, che… ‘invita’ sì, ma a tirar le somme in fretta. Quindi, caro padre, ti dirò con il sommo poeta: non ti crucciare. Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare. Con il vescovo che, innocente nel caso, rimanda alla Cei, una specie di ecclesiastico Tar del Lazio.

 

Certo qualche considerazione questa procedura la induce, visto che non si vive in una realtà aziendale, ma in una comunità cristiana che ha delle modalità di vita e di relazione tutte sue e ben diverse. Così si dice. E non manda funzionari dietro le scrivanie delle filiali, ma pastori nelle comunità di fratelli. E questo pur partendo dal fatto che è giusto pensare di deporre la cesta, a tempo debito, a salute compromessa o a età confacente….

 

Nelle prossime settimane il Vescovo di Bergamo mons. Francesco Beschi procederà a eseguire una prima tornata di nomine e trasferimenti di sacerdoti da un capo all’altro della Diocesi orobica. Nei mesi seguenti saranno ufficializzati anche altri spostamenti di preti.

Chi saranno i parroci e i curati chiamati a cambiare Parrocchia? Si possono fare alcune ipotesi particolarmente concrete.

Innanzitutto è prevedibile il pensionamento di due parroci che hanno compiuto nel corso del 2019 i fatidici 75 anni, al compimento dei quali sono stati tenuti a presentare al Vescovo le loro dimissioni.

Si tratta di mons. Leone Lussana, prevosto di Torre Boldone da ben 23 anni, che ha compiuto i 75 anni lo scorso 25 settembre. Pare che il sacerdote non sia desideroso di lasciare a breve l’incarico.

L’altro è don Gianpaolo Mazza, parroco di Desenzano al Serio dal 2010, che ha spento le 75 candeline il 7 novembre. Sua destinazione gradita sarebbe il Santuario della Madonna di Altino, di cui diventerebbe cappellano.

Ci sono poi alcuni parroci che si trovano nella stessa Parrocchia da almeno nove anni. Il Sinodo della Chiesa bergamasca aveva deciso che al nono anno i parroci devono rimettere il loro mandato nelle mani del Vescovo.

Tra questi preti ce ne sono alcuni che guidano Parrocchie particolarmente importanti e prestigiose. Facciamo due nomi: i parroci di Trescore Balneario e di Gandino.

Don Ettore Galbusera, 64 anni il prossimo giugno…

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 21 FEBBRAIO