CREDARO – Adriana: “La mia infanzia, mia mamma che se ne è andata troppo presto, la scelta di un lavoro maschile, sono curiosa…”

494

“In un pomeriggio di martedì alle ore 16:15 vedo la luce presso l’Ospedale di Sarnico, è il 12 maggio 1970 e, per scelta delle mie due nonne, mi viene dato il nome di Adriana…. la mia mamma vorrebbe chiamarmi Sabrina, mio papà aspettava un maschio e le nonne decidono che Adriana sia il nome che mi accompagnerà lungo la strada della vita”. Adriana che di cognome fa Bellini ed è la sindaca di Credaro e la presidente della Comunità Montana comincia così il racconto della sua storia: “Sono la primogenita di una giovane coppia unitasi un matrimonio l’anno precedente e a detta di una zia, che il 12 maggio di ogni anno ci tiene a vedermi intorno all’ora della mia nascita, ero proprio “una bella bambina”. La mia mamma, nativa di Foresto Sparso e residente a Credaro dalla giovinezza, è operaia in un bottonificio ed il mio papà, nato a Credaro da una famiglia proveniente da Adrara San Martino, svolge la professione di artigiano edile. La mia condizione da figlia unica non dura molti mesi, infatti il 27 giugno dell’anno successivo nasce mia sorella Lara (oggi programmatore informatico) e da quel giorno la mamma abbandona il lavoro per dedicarsi completamente alla famiglia. Cresciamo come due gemelle in un clima felice, ma severo (come del resto erano educati i figli in quegli anni)”.

SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 3 DICEMBRE

pubblicità