CREDARO – Adriana Bellini e don Giovanni: “Dopo 77 anni risuonano di nuovo le armi e le grida di dolore”. Il ricordo di Teresio Olivelli

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Come ogni anno la comunità di Credaro si è riunita per la celebrazione della Festa della Liberazione, del quale si è celebrato il 77° anniversario. Quest’ anno, in modo particolare, le parole del sindaco Adriana Bellini e di Don Giovanni hanno richiamato la stringente attualità di questa celebrazione, che non rimane solamente un fondamentale ricordo della storia dell’Italia repubblicana, ma che si lega agli eventi della nostra contemporaneità: la lunga scia della pandemia, ma soprattutto il pensiero è rivolto a questa nuova guerra alle porte dell’Europa. Dopo 77 anni, risuonano di nuovo le armi e le grida di dolore e disperazione, che interrogano la nostra comunità in quanto cittadini italiani ed europei. Per questo motivo, durante la celebrazione si è voluta fare particolare memoria del beato Teresio Olivelli, alpino e partigiano cattolico, membro della brigata delle Fiamme Verdi  che fu attiva in Lombardia ed in Emilia. Olivelli, il quale aveva cercato vanamente di riformare le istituzioni fasciste dall’interno, venne successivamente considerato un traditore e imprigionato a Gries, poi a Flossenburg e infine a Hersbruck, qui morì nel 1945 in seguito alle percosse per aver difeso un compagno di prigionia ucraino. A questo riguardo sia il sindaco Adriana Bellini che il parroco don Giovanni hanno sottolineato come  la storia ci parla attraverso le coincidenze. Inoltre, il ricordo di Olivelli rappresenta simbolicamente la conclusione del cammino alpino in ricordo di altre 3 beati legati nel corpo e nello spirito alla penna nera e al messaggio della pietà cristiana…

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