COSTA VOLPINO – INTERVENTO – Il Pensionato Contessi: “I 50 anni di attività che non possiamo festeggiare: aiutateci a stare in piedi”

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Il Pensionato Contessi-Sangalli di Costa Volpino nel 2020 ha compiuto 50 anni di attività. Nello stesso anno avremmo dovuto inaugurare la nuova ala dell’edificio sede della Fondazione, ampliato e rinnovato in spazi e servizi per adeguarlo alle nuove esigenze dell’utenza. Due occasioni importanti da celebrare.  Stavamo organizzando il modo migliore per festeggiare, invece nel 2020 è arrivato il Covid, che ha stravolto la vita di tutti. Superata l’emergenza sanitaria rimangono gli effetti deleteri di due anni e mezzo di paralisi gestionale ed economica. I tanto propagandati aiuti di Stato sono stati del tutto simbolici. Non appena si è profilata la pallida speranza di un ritorno alla “normalità” (quando potrà dirsi finita l’emergenza sanitaria per una struttura che accoglie ospiti fragili?), è arrivata la guerra in Ucraina, la crisi del mercato energetico, il rincaro dei prezzi generalizzato, a livello mondiale. Per noi che siamo una ONLUS (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) si sta prospettando lo scenario peggiore. Avvenimenti così gravi e straordinari, quanto imprevisti, hanno completamente sbilanciato il rapporto fra entrate e maggiori spese gestionali dell’Ente, in parte anche derivanti dal mutuo ventennale acceso per finanziare la nuova ala dell’edificio. Punto di forza di questo Pensionato, da sempre, è il senso di responsabilità e l’affezione dei nostri operatori (dal primo all’ultimo) alla nostra causa comune: dare un servizio di qualità agli Ospiti, essere la nuova casa e la nuova famiglia di tanti uomini e donne che hanno il diritto di trovare un ambiente accogliente, pieno di attenzioni e di servizi per la salute e la serenità negli ultimi anni, mesi o giorni della propria vita. Questo standard vorremmo continuare a garantire, ma con la buona volontà non si pagano le bollette, le rate del mutuo, misure di sicurezza straordinarie e servizi di qualità.  E’ necessario, da parte delle Autorità di Regione Lombardia, un ripensamento generale sul valore economico (oltre che umano e sociale) del nostro servizio: si pensi che il contributo giornaliero medio per un Ospite in RSA è circa quattro volte minore rispetto a quello per un paziente di lungodegenza ospedaliera, ma la prestazione resa in RSA non è certo di minore qualità. In attesa di questa svolta che, siamo certi, avrà tempi lunghi, per la prima volta in 50 anni siamo costretti a cercare risorse diverse, altrove, presso le Persone…

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