CLUSONE – SONDAGGIO TRA GLI STUDENTI – Sondaggio tra 920 studenti del Romero di Albino e del Fantoni di Clusone: “Siamo stanchi”

Fino a pochi mesi fa erano veramente poche le persone che conoscevamo il significato dell’acronimo DAD (didattica a distanza), eppure oggi potrei scommettere che la maggior parte di noi ne ha sentito parlare e si trova a confrontarsi su temi che la riguardano.
Il sistema scolastico non è stato pensato per far fronte a diverse chiusure e continui cambiamenti, ma per cause di forza maggiore siamo stati costretti ad adattarci a questa nuova realtà.
A distanza di 11 mesi le classi elementari e medie sono tornate nelle aule delle scuole, ma buona parte degli studenti si trova ancora a dover affrontare questo cambiamento, vivendo l’incertezza del rientro alla normalità.
Dal 25 gennaio le scuole hanno riportato in classe almeno al 50% gli studenti delle superiori, secondo orari e modalità previste a livello nazionale, ma comunque non è ancora una situazione ottimale, e ciò crea malcontento fra i ragazzi.
Rimangono invariate invece le regole per le università, dove la presenza in aula resta solo per le matricole di alcuni atenei.
Tutti questi cambiamenti, queste riaperture a singhiozzo sono un bene o un male? Cosa ne pensano veramente i ragazzi?
Ho svolto un sondaggio fra di loro (920 persone hanno risposto alle domande che ho posto tra il 19 e il 30 gennaio) per conoscere le opinioni e i pensieri e quello che salta subito all’occhio è che vi è una netta spaccatura fra i giudizi.
Tutti concordano che era una scelta necessaria vista la situazione che ci siamo trovati ad affrontare, ma dopo tutto questo tempo credono sia fondamentale riaprire le scuole per non trovarsi a dover colmare lacune che si creerebbero inevitabilmente protraendo ulteriormente gli studi con questa modalità.
I rappresentanti dell’Istituto Fantoni di Clusone dichiarano che particolare attenzione dovrebbe essere data alle classi del biennio e a quelle dell’ultimo anno. I primi poiché hanno avuto poco tempo per interfacciarsi con la nuova scuola, conoscere i professori, adattarsi alle richieste e creare un proprio metodo di studio, gli altri perché dovranno affrontare l’esame di Stato e hanno bisogno di essere preparati adeguatamente, mettendosi in discussione e confrontandosi con i professori su tematiche ed argomenti basilari per affrontare questo primo ostacolo che la vita mette loro di fronte. La loro richiesta mira alla messa in sicurezza della scuola e dei trasporti per poter tornare serenamente fra i banchi di scuola senza che venga meno la salute di tutte le persone che vivono attorno a questo sistema.
“Per fare questo è necessaria una maggiore attenzione nei confronti dell’istruzione rispetto a quella degli ultimi mesi. Il clima di insicurezza e tensione che tutti stiamo vivendo è diventato ormai logorante: non è possibile riuscire ad organizzarsi al meglio se si viene a conoscenza all’ultimo momento della data di un possibile inizio; la cosa più dannosa per noi e le nostre famiglie sono proprio queste ridicole aperture a singhiozzo che ci fanno vivere in un continuo e perenne stato di incertezza”.
Come loro anche i rappresentanti dell’Istituto Romero di Albino ribadiscono e sottolineano la necessità del ritorno a scuola e il disagio creatosi dai continui rinvii della riapertura.
I ragazzi hanno mostrato preoccupazione per il loro futuro che ormai sembra sempre più grigio e la loro voglia di imparare e la curiosità si sta spegnendo.
Un altro grande problema emerso è il grave danno che si sta creando mantenendo le lezioni a distanza, in quanto i ragazzi cercano di trarre piccoli vantaggi immediati copiando, sentendosi gratificati da un voto più alto, oppure impegnandosi meno nello studio, a discapito della propria cultura che è figlia di una “scuola a metà”.
Il futuro di ciascuno studente inizia a creare le basi durante le scuole e senza fondamenta solide, è difficile che si riesca a rimediare successivamente.
Imparare a copiare, girare attorno all’ostacolo anziché saltarlo porta solo ad una gratificazione momentanea, ma ciò è molto negativo per la crescita e la maturità dei ragazzi.

“Ci fa un po’ strano dirlo, ma tutto questo ci ha fatto capire, al di là di ogni retorica, che davvero per noi andare a scuola è importante!”.
Spesso seguire le lezioni da casa è sinonimo di distrazione e per molti studenti, soprattutto universitari, la consapevolezza che le lezioni vengono registrate fa facilmente perdere la concentrazione.

Quasi la metà dei ragazzi che ha partecipato al sondaggio ha manifestato lacune nell’apprendimento rispetto a quando frequentavano la scuola in presenza e buona parte ha ammesso di aver approfittato del momento e delle modalità per avvantaggiarsi copiando o facendosi aiutare negli esami o nella verifiche….

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