CLUSONE – Matteo e il primo ‘bollicine’ made in Fiorine: “Quella primavera del 2020 quando stavo studiando e guardavo fuori dalla finestra immaginando un vigneto…”. 1000 viti per produrre il primo vino della zona

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Luca Mariani

Sono i pomeriggi lunghi e monotoni della primavera 2020. La pandemia di covid costringe tutti a stare bloccati in casa. Matteo Trussardi dal suo appartamento in via Sales alle Fiorine vede il colle di Crosio e i prati dell’altopiano colorarsi di verde cullati dal sole di marzo. «In quei mesi stavo studiando per fare l’esame del secondo livello dell’Onav, quindi stavo approfondendo la geografia e la geologia del vigneto. Guardavo fuori dalla finestra e mi domandavo perché mai nessuno avesse piantato la vite a Clusone?» 

Per rispondere a questa domanda Matteo formula alcune ipotesi e chiede aiuto al più fine conoscitore della storia locale: il maestro Mino Scandella. «Ci siamo scambiati qualche mail e per questo lo ringrazio.» Spiega il fiorinese classe 1991: «Lui mi ha detto che erano stati fatti un paio di tentativi in passato ma mai andati a buon fine per diversi motivi, mai troppo ben descritti. Da lì ho iniziato a fare un’analisi del terreno e ho iniziato a contattare qualcuno per capire se fosse possibile piantare un vigneto qui.»

Matteo è curioso. Studia, cerca e approfondisce. «Ho trovato un’indagine geologica che era stata fatta ai piedi del monte Crosio. Questa diceva che sotto c’è sabbia. Perciò ero arrivato alla conclusione di piantare delle varietà bianche che sono ideali per terreni sabbiosi e drenanti

A questo punto il trentatreenne dagli occhi di cielo sfumati di foglie ha bisogno di qualcuno che gli dia una mano per trasformare quelle idee in un vigneto vero, fatto di lavorazione della terra, posizionamento dei pali, dei filari e piantumazione delle barbatelle. «Allora ho chiesto a Betty e Manolo, i proprietari dell’enoteca Bricconbacco, se conoscevano qualcuno che potesse aiutarmi.»

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