CLUSONE – L’INCHIESTA – Quel fiume di denaro (milioni di euro) che arriva dai ‘ritiri’ del calcio. L’occasione persa (?) di Clusone: numeri e dati

Tutto comincia in una sera di metà luglio, consiglio comunale di Clusone, nessuno tra il pubblico ma il clima è caldo, ed è caldo sul fronte Atalanta, che già di suo ha scaldato gli animi e i cuori di migliaia di tifosi durante tutta la stagione calcistica.

Sul tavolo la convenzione proprio con la Dea che costerebbe decine di migliaia di euro all’anno al Comune di Clusone con un ritorno, che secondo l’amministrazione, non sarebbe paragonabile a quanto speso.

Andiamo a vedere cosa c’è scritto nella convenzione che dura 10 anni, quindi sino al 2029, visto che è stata stipulata nel 2019: nella convenzione sia la Prima Squadra che la Primavera, si impegnano a svolgere il ritiro estivo con allenamenti e partite ufficiali nel periodo tra il 1 luglio e il 10 agosto (lo scorso anno e anche quest’anno per ragioni legate al covid il ritiro non si fa e la squadra è rimasta a Zingonia).

Il comune di Clusone si assume l’impegno della manutenzione del campo in erba naturale a 11 giocatori, il campo sintetico a 9, la palestra del Centro Sportivo e tutte le varie strutture annesse, quindi spogliatoi, magazzini, uffici, aree interne ed esterne, tribune ecc.

Nella convenzione si legge tra l’altro: “le aree tecniche (campo da gioco in erba naturale) devono essere consegnate e mantenute in perfette condizioni per tutta la durata del ritiro secondo le esigenze di Atalanta. Il Comune di Clusone si assume l’impegno di garantire che ogni attività sul campo del centro sportivo sia conclusa entro e non oltre il 31 maggio”.

Si legge anche che l’Atalanta necessita per il campo di un taglio dell’erba a 2.4 cm prima di ogni seduta di allenamento e al termine di ogni seduta e/o partita, interventi di ripristino del manto con almeno 4 operatori.

E qui l’amministrazione ha spiegato che per la manutenzione il Comune pagava alla Setco qualcosa come 50.000 euro annui, contratto che l’amministrazione di Massimo Morstabilini in attesa di capire cosa succederà il prossimo anno, ha disdetto.

Per ora, visto che l’Atalanta non c’è, la gestione è stata affidata a un’altra impresa che costerebbe sui 10.000 euro. Nella convenzione è anche previsto di mettere a disposizione della Prima Squadra 4 pulmini privi di qualsiasi scritta pubblicitaria e non, con relativi autisti, da 8 posti ciascuno, regolarmente assicurati per gli spostamenti dall’Hotel di Castione al Centro Sportivo e viceversa, e poi ci sono le polizze assicurative che devono coprire una polizza non inferiore a sedici milioni di euro. A carico del Comune anche la realizzazione delle zone dove posizionare telecamere, dove creare spazi appositi per ospitare media (giornali e tv) e personalità.

Da garantire inoltre la presenza di minimo 5 steward/addetti al controllo degli ingressi del Centro Sportivo e a completa disposizione di Atalanta per qualsiasi richiesta operativa. E poi raccattapalle, accompagnatori ecc. e poi aree di parcheggio adiacenti al centro sportivo, per i pulmini dei calciatori e dello staff e per le auto dei dirigenti, per un minimo di 15 parcheggi.

Da schermare inoltre per mezzo di reti oscuranti o di qualcosa di simile, il perimetro del terreno di gioco del centro sportivo. Inoltre nella zona limitrofa non è possibile eseguire nessun lavoro per non disturbare l’attività della prima squadra. In centro poi l’amministrazione deve allestire e mantenere un temporary store dedicato ad Atalanta per tutta la durata del ritiro e sempre l’amministrazione deve mettere a disposizione a favore di Atalanta una persona che sia di riferimento per qualsiasi esigenza operativa.

Anche l’Atalanta naturalmente ha degli obblighi verso il Comune. Quali sono? Fornire vestiario per gli addetti, ma anche bandiere, gadget per allestire alcuni luoghi del centro storico, concedere il Combined Logo per tutte le comunicazioni, supportare nei limiti possibili che saranno definiti di volta in volta esclusivamente da Atalanta, lo sviluppo degli eventuali progetti che il Comune dovesse attivare per incentivare l’attività sportiva dei giovani anche se la pianificazione, organizzazione, gestione e costi saranno di competenza del Comune, che deve richiedere preliminare autorizzazione da parte di Atalanta per utilizzare l’immagine.

Supportare il Comune nella attività ludico-ricreative estive organizzate dal Comune, anche qui in modalità concordate preventivamente tra le parti. Ma l’Atalanta avrà l’esclusiva di gestione degli spazi pubblicitari. Il Comune di Clusone, deve anche garantire la sorveglianza privata e pubblica, soprattutto nella zona del centro sportivo.

E, attenzione, l’Atalanta ha anche la facoltà di risolvere la convenzione qualora le si presenti un’offerta da un soggetto terzo per svolgere il ritiro estivo in un altro centro sportivo, ritenuto da Atalanta più vantaggioso.

Insomma, una convenzione a senso unico secondo qualcuno e in effetti i vantaggi sulla carta sembrano tutti pro Atalanta. Ma c’è un ma…

Che il nome di Clusone venga associato a quello dell’Atalanta è innegabilmente uno spot che va oltre la provincia e anche oltre l’Italia ormai, visto che l’Atalanta da tre anni è stabilmente in Champions League e con giocatori che al recente Europeo e in Coppa America hanno brillato.

Uno spot difficilmente quantificabile ma che indubbiamente porta il nome di Clusone un po’ ovunque e non solo in Europa…

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