CLUSONE – L’ARCIPRETE – Monsignor Borlini: “Come è cambiata Clusone, come è cambiata la gente e come sono cambiato io”

Monsignor Giuliano Borlini a Clusone dal 2012, 8 anni intensi, come la vita di oggi, come tutto del resto. Ma l’ultimo anno, il 2020, è di quelli che restano addosso e dentro, nell’anima, nel cuore, dove chi fa il suo ‘mestiere’ respira qualcosa di grande e di unico. L’anno è cambiato, almeno numericamente, l’apprensione resta, la gente sbircia fuori e dentro di sé per trovare appigli da cui ripartire.

Come è cambiata Clusone con la pandemia puntando lo sguardo sull’aspetto religioso? “Siamo rimasti abbastanza sorpresi dal fatto che pur essendoci dall’inizio di novembre ulteriori restrizioni – spiega Monsignor Borlini – la partecipazione delle persone è sembrata continua come in precedenza, in occasione del Natale ci aspettavamo una non partecipazione, o perlomeno minore, e invece c’è stato un recupero graduale e progressivo, nel periodo estivo questo recupero aveva cominciato a manifestarsi. Abbiamo proposto come segni di ripresa comunque la processione di Sant’Anna e di San Rocco, normalmente delle attività abbastanza usuali, ecco, ci aspettavamo una partecipazione minore, non avevamo per nulla caldeggiato la presenza in osservanza delle normative, ma partecipare è stato un desiderio della gente. Quel desiderio di incontrarsi, di fondere devozione e fede insieme. La stessa cosa per la partecipazione al settenario della Madonna Addolorata, ci aspettavamo meno persone, mentre la gente ha manifestato un vivo desiderio di esserci”.

Crede che la paura possa incentivare la fede? Molte volte quando si vive un dramma ci si aggrappa alla preghiera: “Non credo sia questo il caso, credo invece in una consapevolezza forte della nostra gente. Già nella fase iniziale, quando è stato possibile la presenza in chiesa, la partecipazione è stata buona, il numero di persone è sempre rimasto costante, come prima della pandemia. Chiaramente per la fascia in età avanzata ci sono stati dei cali essendo le persone più a rischio e che purtroppo ci hanno anche lasciato in numero elevato”.

Per i giovani invece come è andata? “C’è stata un’attenzione particolare per adolescenti e giovani. Viste le normative che esistevano sul settore scolastico siamo stati un po’ frenati, la catechesi per bambini e ragazzi non è iniziata, sono però stati proposti in Avvento 4 incontri di preghiera, 4 incontri formativi. Ma per adolescenti e giovani c’è stata continuità, ci sono state una serie di proposte fatte dall’oratorio che hanno intercettato i giovani e io stesso mi sono meravigliato della forte partecipazione dei ragazzi che è culminata nella sera di Natale con una Messa specifica per adolescenti e giovani….

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