CLUSONE – IL LIBRO – Don Martino racconta: dalla chiesa del Patronato alla Cappella dei Santi e Beati bergamaschi

E’ una miniera il nuovo libro di don Martino Campagnoni. Il pretesto è raccontare la storia della Chiesa del Patronato. Ma bisognava fare la preistoria per capire la storia. E così finite de 19 “ceste” dei suoi libri con riferimento ai “pezzi avanzati” dopo che la moltitudine aveva mangiato con le due moltiplicazioni dei pani e dei pesci, don martino ha voluto fissare la memoria della fondazione del Patronato S. Vincenzo, poi quella del Patronato di Clusone, con le schede dei personaggi che hanno reso possibile costruire il grande complesso, le donazioni dei mecenati del tempo (chi oggi regala qualcosa per la comunità?), le grandi figure dei primi preti tra i quali a fianco di don Bepo Vavassori c’è anche lo scalvino don Giovanni Maria Morandi di Barzesto (1893-1961), da non confondere con il compaesano storico grande parroco di Piario), il Conte Piero Fogaccia, il comm. Francesco Giudici, il senatore Pietro Bellora e già sono due con il nome dell’apostolo Pietro e infatti la chiesa (inaugurata il 29 giugno 1960 festa di S. Pietro) è dedicata al primo Papa proprio in ricordo del senatore Bellora. Poi la descrizione del progetto, il suo ampliamento nel 1963, gli artisti che l’hanno arricchita fino ad arrivare alla… “Cappella dei Santi e Beati bergamaschi” con i dipinti di Mario Carubia. E qui ogni santo, beato o comunque in odore di santità ha la sua immagine e la sua storia, cominciando da San Narno, primo Vescovo di Bergamo, originario di Ogna, “prete di Clusone”, poi S. Giovanni XXIII, S. Gregorio Barbarigo (a Clusone l’ex seminario è a lui dedicato) e via via anche beati e santi perlopiù poco conosciuti ma importanti come il Beato Guala da Rogno, grande diplomatico tra Gregorio IX e Federico II Barbarossa nella lotta tra Papato e Impero, S. Luigi Palazzolo, un santo molto affine a don Bepo (di cui la causa di beatificazione non è avviata “perché costa troppo” come mi confidò proprio don Martino), poi le sante di Lovere , Santa Gertrude Comensoli nativa di Bienno, il Beato Innocenzo da Berzo (gli ultimi due a cavallo come si vede tra le valli di Bergamo e Brescia)…

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