CERETE – Viaggio nella Cerete che aspetta la variante: “Non farebbe che accentuare il mortorio”

Dopo che sull’ultimo numero di Araberara il presidente della Comunità Montana Giampiero Calegari aveva annunciato che la realizzazione della variante di Cerete Basso (che è “già finanziata, ma non del tutto perché adesso bisogna rapportarsi ai parametri di Milano, che sono più alti, la cifra che manca però è poca cosa e poi magari c’è il ribasso a base d’asta, ma bisogna comunque avere tutta la cifra a disposizione”) si fa, siamo tornati per sentire che atmosfera si respira tra la gente che vive in prima persona questa situazione. Scegliamo una mattinata di inizio marzo, il paese attorno si sta ancora svegliando, sono passate le otto da pochi minuti. La scuola è ancora chiusa, i parcheggi sono vuoti, regna il silenzio, disturbato soltanto dallo scorrere dell’acqua sotto il ponticello in legno e dalle auto che corrono lungo la strada. È l’ora di punta, il traffico è piuttosto intenso, auto, furgoni e mezzi pesanti salgono verso Clusone, altri scendono in direzione Lovere…

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