CERETE – Undici anni di variante sulla… carta. Tre sindaci, la Provincia, la Regione e ora tocca all’Anas

La questione variante è pronta a spegnere undici candeline sulla… carta. Variante sì o variante no? È la domanda che da anni rimbomba tra i muri del Municipio di Cerete e non solo. Questa lunga storia (non di certo d’amore) ha mobilitato ben tre primi cittadini, passando di mano in mano prima da Gianfranco Gabrieli, poi Adriana Ranza e infine consegnata a Cinzia Locatelli che è al suo secondo mandato. Correva l’anno 2009. Insomma di acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta: undici anni di progetto che si è mosso in piccole variazioni, di discussioni, di passaggi di consegne e di sogni che sembrano destinati a restare chiusi a chiave nel cassetto ancora per un po’. Da qualche settimana la SP53 non è più una strada provinciale ma è stata assegnata all’Anas.

Ma in tutti questi anni cosa è successo? Abbiamo ricostruito passo dopo passo la vicenda analizzando i momenti salienti.

19 marzo 2009 – E’ il giorno in cui il progetto è stato valutato tecnicamente dalla Provincia: “Per fine aprile faremo una riunione pubblica – spiegava il sindaco Gabrieli – in cui presenteremo in via definitiva la tangenziale, in quell’occasione tutti i cittadini potranno dire la loro”.

20 aprile 2009 – La Provincia di Bergamo, Comunità Montana Valle Seriana Superiore e Comune di Cerete approvano il progetto definitivo della variante. “Il progetto – spiega ancora il sindaco – sarà presentato ufficialmente alla popolazione il 24 aprile”. Il sindaco Gabrieli aveva annunciato che non si sarebbe più ripresentato alle elezioni (alla fine è entrato in lista ma non come candidato sindaco) e quindi non avrebbe seguito l’iter che prevedeva il finanziamento dell’opera e l’appalto che “non avrà tempi brevissimi, ma adesso si ragiona su un progetto definitivo”…

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