CENE – il primo paese leghista d’Italia: “Qui anticipiamo tutto, anche la crisi. Troppi errori, il Nord che fine ha fatto?”

116

La gente al bar pensa ad altro, gioca l’Atalanta con la Fiorentina, giorni di Champion e di bollette alle stelle ‘speriamo tenga il bel tempo, altrimenti sono guai’ ma poi un occhio alla politica sui giornali e in tv lo buttano tutti. A Cene l’aria non è nemmeno poi così frizzante, domenica pomeriggio, poca gente in giro, qui la Lega ha avuto il primo sindaco d’Italia, qui la Lega adesso fa i conti con una crisi che arriva da lontano e che qui qualcuno l’aveva già intuita, perché qui anche il sindaco leghista non gode poi di ottima salute, amministrativa s’intende: “Qui doveva rimanere Bossi e basta – tuona un anziano che dice di votare Lega dalla prima volta che è apparso il simbolo – 40 anni di Svizzera a lavorare duro e poi venire qui e vedere che il sud si mangiava tutto, era quella la Lega. Salvini era partito bene ma che c’entra il reddito di cittadinanza? Lo ha votato lui, e allora cosa vuole adesso? Ridateci Bossi”. Gli amministratori sono decisamente più abbottonati
ma la base brontola: “Non fanno feste e congressi da anni, con la scusa del covid, perché ormai è una scusa e così la gente si stanca. La Meloni…
SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 7 OTTOBRE

pubblicità