CENE – IL CASO – C’è poca serenità alla… Casa della Serenità

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La Casa della Serenità di Cene ha una caratteristica particolare che la differenzia da molte altre case di riposo. È infatti gestita direttamente dal Comune e una parte delle persone che vi lavorano sono dipendenti comunali. Molti altri sono invece dipendenti di cooperative. E su questo fronte ci sono alcuni problemi.

C’è infatti grande preoccupazione tra i dipendenti della cooperativa Socialnis, che opera all’interno della residenza per anziani cenese e che da alcuni mesi è in ritardo col pagamento degli stipendi. Tant’è che della situazione attuale della Casa della Serenità si è discusso anche nell’ultima seduta del Consiglio comunale di venerdì 29 aprile.

Abbiamo parlato con alcune dipendenti della cooperativa, che fa parte di un gruppo piemontese.

Noi dipendenti della cooperativa – spiegano alcune di loro – siamo molto preoccupate, perché la cooperativa non ci ha pagato una parte della tredicesima e più della metà dello stipendio del mese di marzo. Il Comune di Cene ha promesso che se la cooperativa non paga ci penserà lui, ma finora questo non è successo. I motivi di questo ritardo non li hanno spiegati, dicono solo che sono in crisi. Per quel che riguarda la tredicesima, abbiamo fatto una denuncia all’Ispettorato del Lavoro e se non ci pagheranno l’ultima mensilità faremo un’altra denuncia”.

Come dicevamo, nella Casa della Serenità lavorano diversi dipendenti del Comune di Cene, mentre altri sono di alcune cooperative: la Calimero per le pulizie, la Sercar per la mensa e la Socialnis. Quest’ultima ha 21 dipendenti: due infermieri, due educatrici, un fisioterapista e 16 Asa e Oss.

Ci è stato detto – spiegano altre dipendenti – dice che la cooperativa è solida, ma se è il Comune di Cene che paga la cooperativa, perché questa quando prende il contributo non ci paga gli stipendi?

Purtroppo, nel 2017 un’altra cooperativa che operava nella Rsa non ha pagato tre mesi di stipendi e la liquidazione, e siamo ancora in causa. Qui alla Casa della Serenità tante cose non funzionano: c’è poca organizzazione e noi abbiamo bisogno di lavorare per mantenere noi stesse e le nostre famiglie e non possiamo lavorare gratis. Tutte le persone che sono venute a lavorare qui, se possono, scappano, anche perché gli stipendi sono bassi. Oltre al problema degli stipendi, c’è da sottolineare il fatto che siamo sempre sotto organico, sia per quel che riguarda le infermiere, Asa e Oss, e questo comporta che dobbiamo fare più ore di lavoro, a volte 10-11, e capita che a volte saltano i riposi, oppure operatori che lavorano la mattina devono poi fare subito il turno di notte….

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