CENATE SOTTO – INTERVENTO – La minoranza: “Risorse insufficienti per giovani, salute e lavoro. Gli amministratori non rinunciano ai compensi e il Sindaco si aumenta i rimborsi”

Il Bilancio di Previsione 2021-2023 per il quale abbiamo espresso voto contrario non ha alcuna visione programmatica. È una stesura numerica di entrate ed uscite che recepisce esigenze di ordinaria amministrazione senza offrire risposte ai cittadini che, ora più che mai, hanno bisogno di sentire vicine le istituzioni che li rappresentano. È appena il caso di ricordare che anche i consiglieri di minoranza rappresentano i cittadini, dei quali interpretano le loro esigenze e si fanno portavoce. Tuttavia non ci sono state occasioni di confronto istituzionale in sede di commissione nè tantomeno in Consiglio Comunale, istituzione che sempre più spesso l’attuale Amministrazione irrispettosamente tende a svuotare delle proprie funzioni. Il bilancio di previsione è carente di una visione programmatica che diventa ancor più lacunosa in tutti gli aspetti legati alla socialità intesa sia in termini di servizi offerti a tutela dei soggetti più fragili (anziani, bambini, disabili) e delle fragilità createsi con l’emergenza pandemica (lavoratori rimasti disoccupati…), sia in termini di cooperazione e promozione delle associazioni presenti sul territorio comunale. Il trend demografico del nostro Comune è in crescita e soprattutto l’aumento del saldo migratorio dovrebbe richiamare l’attenzione dell’Amministrazione comunale non solo sul tema della sicurezza stradale ma anche sulle politiche sociali (famiglie, giovani, anziani…). Il capitolo di spesa relativo alle politiche giovanili è rimasto a zero dando prova di una politica basata su iniziative spot e non su una progettualità di medio lungo periodo che analizzi le esigenze della popolazione giovanile anche a seguito della situazione pandemica e che offra proposte educative, formative e ricreative. Avevamo chiesto con una mozione, che è stata respinta, di accantonare a bilancio 100.000 euro da destinare a cittadini che potrebbero trovarsi in difficoltà a seguito del perdurare dell’emergenza sanitaria. In particolare anziani, lavoratori disoccupati, famiglie, disabili. Insufficienti sono inoltre le risorse stanziate per la tutela della salute e inesistenti quelle per le politiche del lavoro e della formazione professionale…

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 22 GENNAIO