CASTIONE – DA BRATTO ALLA BASSA BRESCIANA E GERMANIA – Due secoli di storia dei Tomasoni (e parenti)

Dopo dieci anni di ricerche il sessantaquattrenne Piergiuseppe Tomasoni,  residente  a Füssen, (Germania)  i cui bisnonni sono nati a Bratto, è riuscito a comporre 200 anni  genealogici  di  come  si siano formate e propagate le  famiglie  dei suoi avi le cui radici  conducono  a Castione,  soprattutto  in quel di Bratto e Dorga. Spalleggiato dai tre figli, Immanuel, Giacomo e Zacharias, ha incontrato e intervistato un gran numero di parenti sparsi in molte località della Germania e nella bassa bresciana.

Notizie e contributi storici ottenuti  anche consultando nove archivi parrocchiali di Bergamo e Brescia, dall’Archivio di Stato di Bergamo, altre dall’archivista del Comune di Castione, Graziano Bellini, dalla dottoressa Alma Poloni, da Maria Pacella dai  parroci castionesi, da Laura Belloni, autrice del libro, ”Gente di Presolana” .

Pubblicato per la prima volta nel 2015 in Germania in lingua tedesca e distribuito alle famiglie elencate negli alberi genealogici residenti in diverse città tedesche, per ricordare i castionesi, brattesi e dorghesi che negli ultimi 200 e più anni hanno preferito trasferirsi nella provincia di Brescia, ha deciso di ristamparlo e pubblicarlo in lingua italiana.

E’ il 1890 quando Giacomo Tomasoni e Teresa Toninelli, bisnonni dell’autore, lasciano Bratto per trasferirsi nella bassa bresciana mettendo su casa, dapprima a Bagnolo Mella, poi a Quinzano sull’Oglio, ed infine a Brandico dove avevano acquistato un’azienda agricola. Ed   è a Brandico che nel 1956 Piergiuseppe nasce dal matrimonio tra, Pietro Tomasoni e Lucia Maria Vitali.

Nel 1979, a 23 anni, con in tasca il diploma in ragioneria, l’ideatore del libro si trasferisce a Füssen, storica cittadina di 15mila abitanti a sud della Baviera al confine con l’Austria dove tutt’ora abita e lavora nell’ambito della gastronomia e distribuzione di birra.

Da questa sua nuova città Piergiuseppe ha avuto molto, ma ciò non è bastato a fargli dimenticare quella Bratto che ha dato i natali ai suoi avi e dove fin da giovane ci tornava con i genitori e continuato a mantenere   i contatti. Ed è durante una di queste “visite del cuore” che ha maturato il desiderio di ricostruire i vari alberi genealogici dei suoi antenati e della sua famiglia le cui ricerche,  durate ben dieci anni lo hanno portato ad esaminare documenti che vanno dal 1705 al 1936. …

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