CASTELLI CALEPIO – La versione di Benini: “Ho sbagliato in buona fede, ho pagato, comunisti e leghisti lavorino quanto ho lavorato io”

“I comunisti e i leghisti lavorino quanto ho lavorato io e vedranno che l’Italia andrà meglio, non ho niente di cui vergognarmi, il gruppo è unito ed è con me. Ho sbagliato, ho pagato, per mia negligenza ma in buona fede”. Giovanni Benini è nella tempesta, ma sembra esserci abituato. E nella tempesta resta sempre a galla, lui giura che sarà così anche questa volta. Facciamo un passo indietro, Benini ha patteggiato 18 mesi per truffa, si tratterebbe di 100mila euro di Iva evasa e 500 mila euro di imponibile non dichiarati, per un complessivo di 300 mila euro. Il tutto per la sua ditta privata. Da qui alla richiesta a pioggia di dimissioni il gioco è fatto: “La questione riguarda gli anni del 2012, 2013, 2014 e 2015 ma è un discorso chiuso. Ho sbagliato e pagato, ho chiuso il contenzioso con lo Stato, potevo andare avanti ma sarebbe stato un processo infinito e avrei perso solo tempo e altro denaro. Io non riesco a controllare tutto, ho sbagliato in buona fede. Ma come si fa a dire che sono un truffatore?…

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