CASAZZA – Tra i due litiganti il terzo gode. Totis si mette la fascia e ringrazia il centrodestra diviso

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C’era una volta un re… Potrebbe iniziare così il racconto delle elezioni comunali di Casazza, prendendo in prestito la classica introduzione delle fiabe per bambini. Quindi, c’era una volta un re (Sergio Zappella) che aveva deposto la corona. Era quindi iniziata la lotta per la successione al trono. La casa reale (‘Orizzonte Comune’) aveva proposto il suo delfino (Renato Totis), sostenuto dal più autorevole aristocratico locale (Mario Barboni). Le altre due casate (le due vecchie minoranze) avevano deciso di marciare unite trovando un candidato comune, ma non trovavano l’accordo. Il maestro tessitore (Roberto Freti) aveva quindi pensato a una figura al di sopra delle parti che potesse ambire al trono. Ed ecco che si faceva avanti una principessa (Myriam Pesenti) con tutte le carte in regola per diventare regina. Poi, però, tra i nobiluomini che la dovevano sostenere, non si riusciva a trovare la quadra. Uno dei cavalieri (Flavio Longa) faceva il difficile, influenzando così anche il suo scudiero (Omar Ghilardi).

Sul numero di Araberara in edicola dal 21 giugno trovate tutte le preferenze, anche dei non eletti, e il pagellone (Renato Totis è Re Tritone).

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