CASAZZA – Roberto, la sua Erreplast chiusa dal 21 marzo e quella solidarietà senza confini

Roberto Freti è un vulcano di energia. La sua azienda, la Erreplast, che si occupa della produzione di appendiabiti in plastica, è chiusa dal 21 marzo, causa Coronavirus, ma lui non si è fermato nemmeno un secondo. Perché non solo si è dato da fare per preparare il terreno alla riapertura, ma è sceso in campo anche per la solidarietà. “Lo potevo e lo dovevo fare”, ci spiega, “per la mia famiglia, per la gente di Casazza”, dove vive ed è consigliere di minoranza.

Roberto ci racconta come sta vivendo questa situazione, proprio dalla scrivania del suo ufficio: “Avevo già fiutato a gennaio questo periodo di incertezza e ho approfittato per fare qualche piccolo lavoro di ristrutturazione e manutenzione, in modo da riuscire a far lavorare i miei dipendenti in questo momento difficile”.

E mentre le porte dell’azienda sono chiuse, Roberto ne approfitta per abbracciare la solidarietà… “Fin dall’inizio mi sono messo in gioco per attivare la rete delle consegne al domicilio tra i negozianti di Casazza. Inoltre, insieme al Distretto Agricolo della bassa bergamasca, a Giovanni Malanchini e Bortolo Ghislotti, riusciamo a consegnare il latte alle famiglie bisognose e poi, per sentirci tutti uniti, ho deciso di far stampare uno striscione per ogni contrada di Casazza… e visti i messaggi che mi sono arrivati, direi che la gente ha apprezzato questa iniziativa. Non ho ancora finito, ma ci siamo quasi (sorride, ndr). Sto cercando di dare una mano a chi ne ha bisogno, attraverso un’importante azienda chimica bresciana sono riuscito a donare alle rsa e agli ospedali i sanificanti”. …

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 8 MAGGIO