CASAZZA – Nicola e l’azienda di famiglia che ha convertito la produzione per realizzare le ‘mascherine sorriso’

Nicola, che di cognome fa Rizzitiello, viene a trovarci in redazione, tra le mani tiene alcune mascherine… particolari, insolite. E lui sorride dietro la sua mascherina, stavolta il sorriso si vede davvero. La storia di Nicola che stiamo per raccontare va di pari passo con quella della sua azienda, la HMR Helmets di Casazza, che da febbraio durante l’emergenza sanitaria ha convertito la produzione per realizzare le mascherine.

Partiamo proprio da qui, da inizio marzo, quando tutto è cambiato… “La nostra è un’azienda di famiglia che da ormai vent’anni si occupa di produzione di caschi per moto come terzisti, ma anche da sci e snowboard con un marchio nostro. Poi è arrivato il Covid e anche noi ci siamo dovuti fermare, l’ambiente delle moto ha subito uno stop quindi non avevamo consegne, così come si è fermato lo sci, proprio nella stagione delle settimane bianche e quindi anche in questo caso non abbiamo ricevuto nessun ordine”.

E allora la decisione di non farsi travolgere dagli eventi, ma di reagire reinventandosi e proseguendo con l’attività, anche se in modo diverso rispetto al solito… “Avevamo le macchine da cucire libere, il materiale in magazzino e quindi abbiamo deciso di convertire la produzione come la legge ci permetteva di fare. Abbiamo iniziato con la produzione delle mascherine lavabili che vendevamo a un euro, tenendo il prezzo più basso possibile… e poi ne abbiamo donate alcune migliaia tra Casazza e ai paesi vicini, in particolare nei Comuni e a chi andava a fare assistenza agli anziani e ne aveva bisogno. Poi abbiamo iniziato ad utilizzare dei materiali ancor più belli, sempre lavabili, che ci hanno richiesto anche le aziende, le associazioni, per esempio gli Alpini, e altre realtà che ne avevano bisogno. E l’incontro, quasi per caso, con ‘Enjoyski Sport Onlus’, l’associazione che fa sciare i bambini normodotati e quelli con disabilità insieme. Rosi, una signora di Endine, mi ha chiesto di venderle le mascherine perché attraverso il ricavato avrebbero acquistato una seduta da sci per questi bambini… e a quel punto abbiamo deciso di donargliele”.

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