CASAZZA – L’addio ad Armando: “Conoscevi bene il significato di solidarietà, eri una certezza”

Armando Raineri a Casazza lo conoscevano davvero tutti, per il suo impegno da custode del parco di Mologno e nel mondo del volontariato. Una persona disponibile, pronta ad aiutare gli altri, sempre con il sorriso. E noi lasciamo spazio ai tanti messaggi che in questi giorni hanno ricordato Armando.

Queste le parole dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sergio Zappella: “Nell’archivio dei calendari del Comune conserviamo questa fotografia. Parole semplici e concrete e un’immagine che descrive perfettamente Armando. Un uomo burbero che sapeva giocare, un uomo che poteva essere difficile ma che conosceva bene il significato della solidarietà e dell’impegno gratuito. Vorremmo potergli ancora dire ‘dài Armando’, per convincerlo di qualcosa di cui sappiamo non si convincerà mai, mentre siamo sicuri che comunque sarà sempre lì a fare, a sgobbare, a inventare, pieno di quella passione che non dimenticheremo.
Buon viaggio Armando.
Oggi Casazza ha solo una parola: grazie
”.

Anche la Protezione Civile l’ha salutato con parole commosse: “Ciao Armando. Non si riescono a trovare parole per la dipartita di una persona, ma quando si tratta di una persona con la quale hai condiviso lavoro, volontariato, associazioni per alcuni decenni allora è davvero impossibile. Armando era una persona che non si tirava mai indietro. Che fosse lavoro o volontariato, dalla Protezione Civile a ‘Vivi il tuo Paese’ alla banda oppure alla salvaguardia dei beni Comunali, ecc.., lui, magari borbottando, era una certezza. Io sono entrato in Protezione Civile perché lui mi “convinse”. Ha fatto da “tutore”, assieme a Sergio Facchi, a Michele alla sua prima esperienza in emergenza al campo Globo del terremoto dell’Aquila. A Rocchetta di Vara, dove era impegnato per l’alluvione del 2011, quando siamo scesi per portare gli auguri Natalizi tutti gli abitanti lo salutavano e avevano un ottimo ricordo di lui e di Giorgio Valenti. Tutti imparavano a conoscerlo perché era Armando “pie’ de desprese” come io lo definivo. Era gioviale e si faceva voler bene da tutti con i suoi scherzi o con i travestimenti. Mitici erano quelli dove faceva il prete ed impartiva benedizioni; a Rocchetta, secondo quello che diceva Giorgio, qualcuno aveva pensato che fosse il nuovo prete. Dove è adesso dovrà spiegare a Babbo Natale quali sono le movenze comportamentali da tenere per essere credibile verso tutti bambini che Armando ha visitato facendone le veci. Grazie di tutto quello che hai donato a tutti noi. Ciao Armando mancherai tanto a tutti”…

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