CASAZZA-Due milioni per Casazza: uno per Palazzo Suardini, uno per le Medie

 

Il vicesindaco Totis: “Grande soddisfazione, contributi ricevuti grazie al lavoro di anni”. L’assessore Zambetti: “Vogliamo recuperare il palazzo per farne uno spazio di cittadinanza, perché una volta ristrutturato non rimarrà lì vuoto, ma sarà a disposizione della comunità”

 

Novembre, il mese dedicato a chi non c’è più, il mese in cui la notte prevale sul giorno, il mese un po’ anonimo che sembra nato solo per fare da anticamera in attesa del più luminoso periodo natalizio. Novembre, questo novembre, è però un mese fortunato per la comunità di Casazza.

Sono stati infatti riconosciuti all’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Sergio Zappella due importanti finanziamenti milionari.

Un milione di euro arriva dalla Regione Lombardia per il bando riservato agli enti locali per la valorizzazione dei centri storici e del territorio. Un contributo a fondo perduto che premia il progetto di ristrutturazione e di valorizzazione di uno dei più importanti e storici edifici del paese, Palazzo Suardini, di proprietà del Comune di Casazza.

L’altro contributo, sempre di un milione di euro, si riferisce all’immobile che ospita le scuole Medie.

Nei giorni scorsi sono arrivate due buone notizie per il nostro Comune – sottolinea il vicesindaco Renato Totisdue contributi che ci consentiranno di avviare due importanti interventi”.

Palazzo Suardini

Partiamo dal milione di euro che garantirà il recupero dell’antico Palazzo Suardini, costruito nei primi anni dell’Ottocento, che è anche stato sede municipale; si trova nel borgo di Mologno, uno dei luoghi più pittoreschi del paese.

“Il progetto che è stato finanziato dalla Regione riguarda non solo la ristrutturazione del palazzo, ma anche la sistemazione dell’antistante Piazza Cesare Battisti. Vorrei però fare una premessa. L’Amministrazione precedente – spiega il vicesindaco Totis – voleva mettere Palazzo Suardini, che è di proprietà comunale, nell’elenco dei beni alienabili. Il suo destino sembrava segnato: essere venduto. Noi però, già durante la campagna elettorale del 2014, sostenevamo il contrario; secondo noi quell’edificio, che fa parte della storia del nostro paese, era un bene da non alienare, anzi, da valorizzare. E così, già dall’inizio della nostra Amministrazione noi abbiamo detto che l’avremmo sistemato, pur essendo consapevoli dell’onerosità di un tale intervento. Era quindi necessario partecipare ad un apposito bando per poter ricevere un finanziamento. Abbiamo inseguito i bandi degli anni scorsi, non c’è stato niente da fare ma non abbiamo mai mollato la presa. E, finalmente, stavolta ce l’abbiamo fatta. La Regione nel concederci il milione di euro di finanziamento ha tenuto conto non solo del progetto in sé, ma anche di tutto il lavoro che stava dietro questo progetto”.

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