CAROBBIO – Questionario di Proust – Dario Ondei: “Vorrei un paese vivace”

1) La prima cosa che fa se viene eletto

Parlo con i dipendenti, uno per uno, per essere informati su chi fa cosa, carichi di lavoro, carenze e criticità, e dire loro delle aspettative della mia amministrazione. Covid permettendo, il palazzo comunale deve tornare ad essere “trasparente” e vivo, rispondendo, nel limite del possibile, con tempestività ai bisogni e limitando la burocrazia. Prime opere, l’eliminazione della pericolosa rotonda in via Gavazzoli, che obbliga i tanti tir che la impegnano a percorrerla contromano e taluni dossi stradali a loro volta pericolosi e fuori norma.

 

2) Il paese che vorrebbe

Un comune con più partecipazione alla cosa pubblica, ora vista unicamente come onere da lasciare ad altri. Un paese con un centro vivace, una piazza viva e arredata, con commerci e bar con tavolini all’aperto, come nei comuni del circondario e altrove.

 

3) Sindaco a tempo pieno o part-time? Indennità piena o ridotta?

A tempo pieno se occorre. Indennità come per legge.

 

4) Un motivo per cui dovrebbero votarla

La dimostrata positività e la propositività nell’affrontare le questioni nell’interesse dell’ente, la disponibilità, l’impegno, l’imparzialità e i risultati che caratterizzano oltre 33 anni di attività pubblica come tecnico comunale e che intendo replicare in veste di amministratore.

 

5) Il lato positivo del suo carattere

L’essere alla mano… come si usa dire. Disponile al dialogo e all’ascolto.

 

6) Il suo principale difetto

L’essere suscettibile di fronte a futili pretesti o evidenti bugie e prepotenze.

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