BOSSICO – Quella funivia Bossico-Lovere: il primo progetto nel 1910, 60 viaggi al giorno, 100.000 passeggeri l’anno

Molti turisti, passeggiando sul porto di Lovere, avranno pensato che sarebbe bello avere una funivia che li porti sull’altopiano e i monti retrostanti la cittadina lacustre, per godersi il panorama e per provare l’emozione di trovarsi in pochi minuti dal lago alla montagna. Forse pochi sanno che il progetto di avere una funicolare che da Lovere raggiunge l’Altopiano di Bossico o il Monte di Lovere si perde nella notte dei tempi, diremmo un sogno lungo piu’ di un secolo. Risale infatti al 1910 il primo progetto di collegamento dal porto di Lovere alla località Pian del Perlo (detto anche piano della regina) posto sopra l’abitato della frazione Ceratello di Costa Volpino. L’Eco di Bergamo ne accenna in un articolo del settembre 1909. Progettista e promotore dell’opera niente di meno che l’Ing Alessandro Ferretti, progettista anche della funicolare di Bergamo che porta in città alta; praticamente al tempo considerato un luminare in Italia nel settore dei trasporti a fune.  Sempre l ‘Eco di Bergamo, in una edizione del 26/27 settembre 1910 parla di una nutrita delegazione di giornalisti di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova, invitati a visitare l’Altopiano di Bossico e Lovere con sopralluogo delle aree interessate, saluto delle autorità e presentazione dei progetti della funicolare. Diciamo che allora come oggi la pubblicità è l’anima del commercio. Sul periodico quindicinale “il Sebino”, data 26 luglio 1913, l’Ing Ferretti fa una ampia carrellata di funivie già esistenti in Svizzera e in trentino Alto Adige (allora ancora territorio Austriaco) evidenziando gli ampi vantaggi del trasporto a fune, sia a livello di costi, di impatto ambientale e di motore per lo sviluppo turistico di un territorio. La funivia doveva partire dal centro abitato di Lovere e salire verso i paesi della costa, che doveva collegare tra loro per fornire anche un agile mezzo di trasporto per persone e materiali. Erano previste tre stazioni: Lovere, Ceratello e da Ceratello alla località Perlo, questo perché il secondo tratto era molto piu’ impervio del primo ed era necessario appunto spezzare il tracciato. In pochi minuti si passava da un’altezza di 200 mt sul mare  a circa 1.100 metri, quindi con un dislivello di 900 metri ; inutile dire che il progetto era uno tra i piu’ coraggiosi del tempo per questo tipo di trasporto.  L’ing Ferretti, non fu il semplice progettista dell’opera ma si prese talmente a cuore l’iniziativa che ne fu il vero animatore, con l’intento di realizzare una sorta di villaggio turistico/popolare che definì la “villeggiatura cooperativa” , dove anche gli operai potessero acquistare un pezzo di terreno e realizzare una villetta per le vacanze. In un opuscoletto, appositamente realizzato per pubblicizzare l’iniziativa viene spiegato per sommi capi il progetto che prevedeva in prima battuta l’urbanizzazione della zona di Perlo, per proseguire con il Monte di Lovere e i prati di sta/Pernedio a Bossico; le villette sarebbero state collegate da ampi viali e disposte ad anfiteatro affinché potessero avere tutte la vista del lago Per collegare tutta l’area con la stazione della funicolare (posta piu’ spostata verso la Valle Supine) era prevista anche la realizzazione di una tramvia che da Bossico arrivasse fino alla stazione stessa. L’approvvigionamento idrico per tutte le abitazioni sarebbe stato garantito dalle sorgenti di fontana fredda, in comune di Costa Volpino e ai piedi del Monte Alto (oggi queste sorgenti alimentano l’acquedotto di Bossico e Costa Volpino)…

SUL NJMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 20 NOVEMBRE