BOSSICO – LA STORIA – Rocco che non figura nelle statistiche del Covid ma è morto senza che qualcuno lo soccorresse

Il  26/03/2020 è morto Chiarelli Rocco classe 1939 di Bossico, all’età di 81 anni.

Rocco non era una personalità, un noto imprenditore, un personaggio che oggi definiremmo un “vips” (very important person).

Rocco, dopo una vita da contadino e, successivamente da muratore in una impresa edile di Bossico, si godeva la pensione in compagnia della sua famiglia.

Ma allora, qualche lettore si chiederà, come mai sprecare dell’inchiostro per una persona semplice, che ha trascorso la sua vita nella quotidianità senza fare notizia?

Forse Rocco ha fatto più notizia per la sua morte che nella sua vita, aprendo  numerosi interrogativi pratici (ma una persona nel 2020 può morire in questo modo?), sia morali (siamo certi che ognuno abbia fatto la sua parte e che non ci siano delle responsabilità se non legali almeno deontologiche o morali?).

Rocco si ammala all’inizio per una di quelle che potrebbero sembrare una delle solite influenze invernali che colpiscono un po’ tutti, magari maggiormente i soggetti anziani, un po’ di febbre e di raffreddore, qualche colpo di tosse.

Nella quotidianità del mese di marzo, i telegiornali e le trasmissioni televisive, cominciano a martellarci con le notizie che via via si fanno più drammatiche sull’epidemia prima e pandemia dopo che imperversa nelle regioni del nord Italia, Lombardia e Veneto in primis e la Provincia di Bergamo che diventa il focolaio principale del contagio da coronavirus.

Ancora ci chiedevamo: ma come? non doveva essere solo una forma influenzale un poco più forte del normale? Eminenti studiosi e personalità di governo ci avevano rassicurato che l’epidemia partita dalla Cina non sarebbe mai arrivata in Italia, che eravamo preparati ad ogni emergenza… Però stranamente gli ospedali cominciano a riempirsi di ammalati con crisi respiratorie.

Prima decine e poi centinaia, e poi migliaia di Pazienti; i pronto soccorso degli ospedali sono al collasso; una lista infinita di ammalati e di barelle con i medici che devono fare scelte drastiche su chi curare e chi no.

Nel frattempo il nostro Rocco vede le sue condizioni di salute peggiorare, quella che sembrava una semplice influenza comincia a degenerare, iniziano delle crisi respiratorie.

I parenti, i nipoti in particolare, iniziano a chiamare il medico di famiglia, la guardia medica, il 112 per l’invio di un’ambulanza… Per i più svariati motivi non si fa vivo nessuno.  Abbiamo detto “motivi” non “scuse” perché lasciamo ai soggetti coinvolti e alla loro “coscienza”, all’emergenza del momento, giustificare il loro operato.

I parenti ormai disperati nell’attesa, nel vedere il loro famigliare spegnersi progressivamente, chiamano una ragazza di Bossico, infermiera in un ospedale della zona, che con ammirevole spirito di abnegazione riesce a mettersi in contatto con un medico per fornire alcune cure e medicinali del caso….

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 8 MAGGIO