BERGAMO – VIAGGIO IN BORGO SANTA CATERINA/2 – “Il borgo d’oro” è invecchiato “Ma questo è un borgo vivo, qui c’è tutto. Siamo in città ma è come un paese. Problemi per i parcheggi e l’autobus che passa ogni mezz’ora”

Il borgo d’oro. Uno dei più belli d’Italia. Dentro la città ma allo stesso tempo con l’atmosfera del paese. Borgo Santa Caterina è per molti aspetti il gioiello della città di Bergamo. Nasce come una delle vie storiche che diramandosi dalla città sul colle legava Bergamo alle sue valli: in questa zona confluiscono, infatti, val Seriana e val Brembana.

In origine Santa Caterina era quindi il borgo che garantiva l’approvvigionamento e il rifornimento della città. Poi il tessuto urbano si è sviluppato sempre più, ma è rimasta caratteristica la via centrale del borgo, contornata da numerosissime attività commerciali di ogni genere.

Scendendo da città alta lungo la suggestiva scaletta di via della Noca, borgo Santa Caterina inizia all’accademia Carrara: dopo aver attraversato l’incrocio di strade di piazzale Oberdan ci si immerge nella vita del borgo. Tante persone che passeggiano lungo la via. Chi di fretta per andare al lavoro, chi più con calma, perché al lavoro non ci va più da anni. Tanti, infatti, sono gli anziani che si incontrano sui marciapiedi, fuori dalla chiesa o nei bar.

Così un’arzilla signora, che sta bevendo il caffè insieme alle amiche seduta al tavolino di un bar. “Mia mamma è nata qui, io sono nata qui e da 73 anni vivo qui – inizia a raccontare con una dose di sano orgoglio -, il borgo sicuramente è cambiato: si è trasformato il modo di vivere, prima le case e le persone erano più aperte; anche le abitudini del commercio adesso sono diverse. Ma è rimasto un borgo vivibile, e di sicuro non lo cambierei con nessun altro!”.

E la risata delle amiche sa di assenso anche da parte loro. “Ci sono parecchie comodità: siamo a 15 minuti a piedi dal centro, abbiamo vicino la circoscrizione, c’è un centro di primo ascolto e un centro per la terza età, ci sono parecchie iniziative nel mondo dello sport, in particolare promosse dalla storica società Excelsior. Anche i problemi che c’erano in passato sembrano almeno in parte risolti: la movida notturna dei giovani ha disturbato la tranquillità del borgo, ma adesso ha aperto una struttura vicino alla Reggiani (nella zona dello stadio) che ha alleggerito un po’ il borgo”.

Oratorio e Parrocchia

Cambiano i tempi ma il borgo continua ad offrire possibilità. “Sicuramente le persone erano più povere ma più aperte. I cortili un tempo erano pieni di bambini, adesso di automobili. C’era più solidarietà rispetto all’individualismo attuale. Per i giovani e le famiglie l’oratorio offre parecchie occasioni di ritrovo, c’è un asilo parrocchiale e uno statale, due grandi parchi giochi, tante iniziative anche per i bambini piccoli. La parrocchia è molto operativa, ci sono tante Messe, e i sacerdoti sono attenti anche all’ascolto: sono molto disponibili, vanno anche a trovare gli anziani che sono nelle case di riposo. Santa Caterina sta diventando, infatti, un borgo vecchio: le case sono molto care, gli abitanti sono per lo più anziani e anche quest’anno ci sono stati molti decessi.

Ripeto, il borgo è davvero bello e valido…

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