BERGAMO – SCENARI RENXIT: “Matteo se n’è ghiuto e soli ci ha lasciati” Ma a Bergamo i renziani restano nel PD, per ora

Matteo se n’è ghiuto e soli ci ha lasciati”. Pare che qualcuno, fra i dirigenti del PD, abbia parafrasato la famosa frase di Palmiro Togliatti, detta in occasione dell’uscita di Elio Vittorini dal PCI.

Ma in quel caso, correvano gli anni ’50, si trattava di un abbandono di un singolo iscritto, seppur importante, e non invece di un potenziale abbandono di una parte di classe dirigente e iscritti, come spesso è accaduto nella storia della sinistra italiana.

Esistono infatti diverse scissioni che hanno fatto storia, lasciato ferite profonde, causato drammi familiari.

Senza tornare a quella del 1921 a Livorno (con la nascita del PCI) o di Palazzo Barberini del 1947 (Giuseppe Saragat fonda il PSDI), basta pensare a quella più recente quando, al momento del cambio di nome del PCI in PDS, Achille Occhetto perse per strada compagni del calibro di Fausto Bertinotti e Arnaldo Cossutta, e a Bergamo se ne uscirono, per formare Rifondazione Comunista l’ex parlamentare e partigiano Giuseppe Brighenti ed Ezio Locatelli.

Oppure a destra, le fratture del Movimento Sociale Italiano (da Pino Rauti a Francesco Storate) fino ad arrivare alla formazione di Alleanza Nazionale da parte di Gianfranco Fini, uscito poi per formare Futuro e Libertà….

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