BERGAMO – RETROSCENA PD CITTADINO: DIVISI ALLA META i civatiani rompono e se ne vanno Problemi per la maggioranza di Gori

Il passato: ogni tanto è bene ricordare il passato per evitare di compiere i medesimi errori. The quick brown fox The quick brown fox The quick brown

Ed anche se nel 2004 il PD non era ancora nato, il centrosinistra (con il DS, la Margherita, la Lista Bruni i Verdi e l’Italia dei Valori) aveva appena vinto le elezioni amministrative e Roberto Bruni occupava l’ufficio del Sindaco.
Dopo poche settimane si sfilò Mario Girola, eletto proprio nella lista Bruni, ma insoddisfatto per la composizione della giunta. Poi fu la volta di Giuseppe Anghileri, dell’Aratro, il quale puntava ad un assessorato ma si vide superato da Enrico Fusi, assessore alla cultura. E a seguire ci ricordiamo i casi di Rocco Gargano, passato dai DS a Rifondazione Comunista, il licenziamento dell’assessore all’Edilizia privata Roberto Trussardi, e la scissione di una parte del gruppo DS (quello che non entrò nel PD) ad un anno dalle elezioni del 2009.

Insomma, i cinque anni di Roberto Bruni non furono una passeggiata, anche se in un consiglio comunale di 40 (di cui 24 assegnati alla maggioranza) la perdita di qualche voto non era un dramma.

Il presente

Dal 2014 il Consiglio Comunale è stato ridotto a 32 (più il sindaco) ed eventuali abbandoni possono costare caro. Per questo motivo, nonostante fosse assente, il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha accolto con una certa apprensione la notizia della spaccatura nel Pd alla prima assemblea cittadina, appena due settimane dopo la celebrazione del congresso che ha eletto a segretario il renziano Federico Pedersoli.

A fine novembre l’avvocato penalista, già candidato nella Lista Bruni nel 2004 e 2009, ha ricevuto il 65% dei voti degli iscritti della città, grazie anche ad un accordo di ferro stretto con la “sinistra” del PD rappresentata da Elena Carnevali, Antonio Misiani e Sergio Gandi.

Ma come abbiamo scritto, alla prima assemblea è successo l’imprevisto. Il casus belli è stata la nomina della segreteria cittadina (4 componenti scelti dal segretario più i 7 coordinatori di circolo), con la proposta alla minoranza di un allargamento a 5, con un nome indicato dal candidato segretario sconfitto, Gianfranco Benzoni, ingegnere in pensione di fede civatiana. (…)

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