Bergamo: prima la paura, ora la rabbia. Milano: prima la rabbia, ora la paura

Bergamo prima la paura ora la rabbia. Prima il dramma per la salute, ora la paura economica. A Milano in primavera la rabbia per la chiusura senza contagi, ora la paura per la salute. Sentimenti contrapposti ma col minimo denominatore identico, cioè il Covid. Facce della stessa medaglia che però si rovescia come fosse lanciata in aria. Qui la gente era abituata a vivere dentro e poco fuori. Appartamenti medio grandi, quasi tutti con un pezzo di giardino. A Milano le persone sono abituate a vivere fuori e poco dentro, come si fa a vivere tutto il giorno in un palazzo di Pioltello o Sesto san Giovanni? Il metro, poche fermate, il centro di Milano, le luci, i negozi, il mondo, tutto o quasi. Fare il lockdown a Milano è devastante. Lo era anche qui, ma comunque in modo diverso, un pezzo di verde dove sedersi a respirare o godersi un po’ di montagna e lago c’è quasi ovunque. A Sesto San Giovanni, Pioltello, Quarto Oggiaro, Lambrate, per citare alcuni quartieri la faccenda si fa più complicata. Ma il problema è che si rischia di combattere una guerra tra poveri. E i poveri siamo tutti noi, con la Spada di Damocle del Covid….

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