Bergamo, il corteo dei mezzi dell’Esercito che spezza il cuore di un’intera provincia

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L’abbiamo vista tutti questa immagine così drammatica in una Bergamo silenziosa, immersa in uno straziante dolore che unisce l’intera provincia. Era la sera del 18 marzo. Uno scatto che blocca il respiro, che rende vuota ogni parola, che sarà difficile cancellare dalla mente e soprattutto dal cuore. La fila interminabile di mezzi dell’Esercito cammina lungo una strada deserta, dal Cimitero Monumentale le bare di chi è stato sconfitto dal Covid-19 vengono accompagnate in altre città per essere cremate. A Modena, Acqui Terme, Brescia, Cervignano del Friuli, Domodossola, Modena, Parma, Piacenza.

E intanto gli Ospedali continuano a riempirsi, non un attimo di sollievo per chiudere gli occhi e sentirsi dire che tutto è finito. Si moltiplicano gli appelli, ‘state a casa’ è il grido di dottori, infermieri e amministratori che stanno combattendo, ognuno con le proprie armi, contro una tragedia che diventa ogni giorno troppo grande.

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