BERGAMO – IL COMMENTO – LA DEMENZA SANITARIA

Succede che uno pensi male e l’azzecchi davvero. Milano sembra di un altro mondo. Lo si diceva di Roma e si pensava che le autonomie regionali avrebbero posto rimedio all’incapacità di leggere i diversi bisogni di una nazione così territorialmente “lunga”. Non solo meridione e settentrione, ma anche montagna, collina, valli, convalli, pianure, ognuno con necessità diverse che richiedono interventi diversi. Ma vedere che in Regione Lombartdia (con il suo territorio frastagliato) hanno già avviato la potenziale chiusura dei piccoli ospedali senza peraltro avviare compensazioni ambulatoriali di presenze di personale medico e infermieristico in periferia, significa solo non aver capito nulla di quello che è successo e potrebbe succedere se arrivasse una seconda ondata di covid. La forza tsunami della prima è stata in qualche modo tamponata proprio dai piccoli ospedali di periferia, del tutto abbandonati a se stessi, privi di materiale, privi di strutture, privi di personale, con turni di lavoro massacranti, i ricoverati sui materassi in corridoio, le camere mortuarie intasate come i reparti, mancava l’ossigeno, si faceva “selezione” forzata in base all’età, mancavano le terapie intensive (ah, quelle poche arrivate mesi dopo sono state prontamente smantellate), la totale confusione, ognuno in quei piccoli ospedali ha fatto quello che ha potuto e spesso ha dovuto arrendersi, mentre in Regione stavano ogni tardo pomeriggio a far passerella e snocciolare numeri, non c’erano tamponi, non c’erano… camici protettivi e loro a dire “siamo un esempio per tutto il mondo”. Povero mondo. Se l’emergenza si ripresentasse, con i piccoli ospedali che vanno verso la chiusura, cosa potrà succedere? Tutti al Papa Giovanni che già di suo non regge l’urto? Tra l’altro nel vecchio ospedale di Bergamo c’era un reparto “infettivi”, nel nuovo non hanno pensato di farlo. Geniale.

Poi c’è la dislocazione degli ospedali bergamaschi: tutti ad ovest, se chiudono (come nelle intenzioni per ora vanificate dalla protesta) Lovere, Piario quanto durerà, svuotato di reparti? E adesso Alzano, a un tiro di schioppo da Seriate e Bergamo. Già quando si è progettato il nuovo ospedale si doveva fare nei dintorni di Torre Boldone (l’area era stata individuata), non dall’altra parte, in una zona notoriamente con problemi di falda acquifera. Ma la “politica” miope (allora fu quella di salvare Alzano) ha fatto prendere quella decisione. E adesso Alzano comincia ad essere di troppo, si comincia a togliere un reparto, poi si vedrà.

Non è nemmeno il reparto “maternità” che è essenziale, le nascite sono in calo, ma la ginecologia, come mi faceva osservare un medico specialista, quella sì, provate a prenotare una visita, fate in tempo a crepare con un tumore all’utero.

Poi la demenza di cancellare i Cup, non solo punti di prenotazione, ma punti di informazione diretta, sostituiti da una app o da un call center che naturalmente ti costringe ad attese messianiche. Ma in Regione c’è qualcuno che ragiona o sono tutti affaccendati sulla vicenda Gallera e adesso sulle vicende giudiziarie di Fontana?…

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