BERGAMO IL CASO PD: scissione! Ma a Bergamo restano tutti dentro

Bersani se ne va. D’Alema se ne va. Con loro se ne va anche (la) Speranza. La curiosità è sapere dove vanno i deputati e consiglieri regionali del Pd bergamasco. Tranquilli. Restano tutti al loro posto, non fosse perché non saprebbero dove altro andare. Quindi restano tutti nel Pd ma ognuno si crea o aderisce a una corrente (termine antiquato) o meglio, prepara un redde rationem all’interno conquistando posizioni o almeno illudendosi di poterlo fare.

Antonio Misiani non segue Bersani né D’Alema. Spaccati i “giovani turchi” lui resta con il Guardasigilli Andrea Orlando che sembra volersi candidare a segretario del Pd come alternativa di Matteo Renzi. Altri “giovani turchi” che poi tanto giovani non sono più, se ne vanno con Matteo Orfini. L’altro deputato di lungo corso, Giovanni Sanga, con la sua flemma, mica si è spostato. In fondo è sempre restato democristiano e adesso sta appunto con il ministro Dario Franceschini che, è sfuggito a molti di noi in passato, controlla la maggioranza dei deputati Pd alla Camera. Elena Carnevali invece segue l’altro ministro (bergamasco), Maurizio Martina e il suo “Sinistra è cambiamento”. Notate che sono già tre ministri in carica a capeggiare correnti proprie. Il giovane Giuseppe Guerini resta nell’area della Rete Dem (“piattaforma di pensiero e azione”) ma all’interno del partito.

Anche i due consiglieri regionali del Pd, Jacopo Scandella e Mario Barboni restano nel Pd, il primo renziano della prima ora faticherebbe a spiegare atteggiamenti critici dell’ultima ora, il secondo resta attaccato a Sanga e quindi a Franceschini. Fin che quei due restano nel Pd, nemmeno lui si schioda. E Giorgio Gori, il sindaco di Bergamo? Resta “renziano critico”…

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