BERGAMO – ALBINO – Il Festival “deSidera” riprende l’attività con una pièce di Paul Claudel e la dedica al grande maestro di Teatro Benvenuto Cuminetti nel 20° della scomparsa

“Il Festival “deSidera” compie 18 anni e li celebra in concomitanza con il 20° anniversario della scomparsa del grande Benvenuto Cuminetti,  mettendo in scena una pièce  di Paul Claudel che gli  stava molto a cuore – dice l’organizzatore teatrale Walter Spelgatti; pensiamo che sarà il modo  migliore per fare memoria del un grande conoscitore del mondo del teatro: riteneva infatti “Partage de midi” l’opera più riuscita dell’Autore francese e ci teneva molto a farla conoscere al pubblico italiano”.

“Sì – conferma Gabriele Allevi, direttore artistico del Festival – negli ultimi anni ho avuto modo di frequentare molto Cuminetti, e so quanto desiderava dare compimento a questo suo progetto. Purtroppo però non ha potuto vederlo realizzato, e allora ci abbiamo pensato noi. Temevamo di dover rinunciare, data la situazione che tendeva a dissuaderci, ma alla fine la pazienza, la passione e la fiducia del nostro affezionato pubblico hanno prevalso, insieme alla nostra convinzione – anch’essa una preziosa eredità che ci ha lasciato Benvenuto – che non si vive senza un filo di bellezza e di gratuità”.

Una rassegna, quella di “deSidera” – da sempre dedicata all’amico ed al maestro Cuminetti, figura straordinariamente importante per tutto il teatro italiano – la cui sezione estiva era stata penalizzata dal Covid-19:

“Proprio per questo  sentiamo tutta la responsabilità, ma anche tutta la bellezza di questa produzione impegnativa, che vuole essere anche una vittoria sulla dimenticanza, nonché un omaggio ed un tributo di riconoscenza per quanto la vita e le opere di Cuminetti hanno rappresentato per tutti noi. La pièce che “deSidera” mette in scena con un team di attori straordinari  è “Partage de midi” (Crisi di mezzogiorno) di Paul Claudel, nella traduzione di Simonetta Valenti.  Potremmo definirla una storia di destini incrociati di persone sulle quali il sole del mezzogiorno irrompe con l’inesorabilità del Destino…Un’opera che durante la vita dell’Autore non fu mai rappresentata, un racconto decisamente autobiografico”…

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